Progetto L’arcobaleno è di tutti: occhiali gratuiti per i bambini sirolesi

Le domande devono essere presentate in Comune entro il 30 novembre

Sirolo. Il comune ha aderito al progetto: L’arcobaleno è di tutti, promosso dall’Adriatica Distribuzione Ottica, in sostegno della salute pubblica dei bambini con problemi di visione di età compresa tra 0 e 14 anni residenti a Sirolo.

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Ai bambini coinvolti nel progetto, che dovranno essere in possesso di prescrizione medica-oculistica dalla quale risulti la necessità della correzione visiva mediante lenti, verrà fornito l’equipaggiamento completo – occhiali e lenti correttive – a titolo completamente gratuito.

La montatura sarà finanziata dall’Adriatica Distribuzione Ottica, mentre le lenti saranno a carico della Essilor.

Per poter partecipare al progetto L’arcobaleno è di tutti, rivolto alle famiglie nelle quali siano presenti uno o più minori fino a 14 anni, è necessario avere la residenza nel Comune di Sirolo, l’ISEE inferiore a 10.632,94 euro ed essere in possesso della prescrizione medico-oculistica rilasciata dal SSN o da uno specialista privato, che indichi la correzione visiva.

 

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Le domande di accesso al bando devono essere compilate su appositi moduli disponibili presso l’ufficio servizi sociali del comune di Sirolo aperto il mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e il martedì dalle 16 alle 18, e scaricabili dal sito internet istituzionale del Comune.

Entro il 30 novembre le richieste dovranno essere spedite o presentate direttamente all’ufficio protocollo, correlate da copia del documento d’identità del ragazzo, del genitore o dell’esercente la responsabilità genitoriale; copia dell’attestazione ISEE in corso di validità e copia della prescrizione medica.

Una volta raccolta le domande, l’ufficio servizi sociali valuterà il possesso dei requisiti richiesti e comunicherà l’ammissione al beneficio sia al richiedente che all’Adriatica Distribuzione Ottica.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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