Mezzogiorno in Famiglia: Sirolo brilla ma annega nell’acqua

La perla dell’Adriatico vince quasi tutti i giochi ma cade proprio sul finale, prima con la prova dei secchi d’acqua, poi con quella sotto la doccia

Non ce l’ha fatta Sirolo a vincere la sfida di Mezzogiorno in Famiglia su Rai2 contro gli esperti concorrenti molisani di Fornelli. Dopo essere stata in testa per tutta la puntata non ce l’ha fatta, per colmo d’ironia, perdendo proprio nei giochi con l’acqua. Lei che, con l’acqua del mare, vive e prospera da sempre.

In ogni caso, al di là del risultato finale, la squadra dei ragazzi sirolesi portata in trasmissione a Roma ha fatto davvero una gran bella figura. Sempre in testa, fino alla fine, con stile e sportività. Fin quasi alla fine, fino a quel maledetto gioco con i secchi d’acqua che forse è stato affrontato con troppa calma e precisione.

Sirolo – Una delle riprese in esterna di Rai2 durante la trasmissione Mezzogiorno in Famiglia

Ecco i nomi dei protagonisti in studio componenti la squadra:  Agnese Antonini, Matteo Recanatesi, Caterina Canori, Filippo Rabini, Eva Orani, Matteo Zazzarini, Eleonora Spegne, Luca Ballarini, Giulia Agostinelli, Michele Frontini, Federico Salvatori (ballerino), Maria Nais (ballerina), Lorenzo Bon (cantante).

Questa mattina, ad apertura di puntata, Sirolo partiva con un vantaggio di 2 a 0 su Fornelli grazie ai punti accumulati nella puntata di ieri.

Michele, Matteo e Giulia

Nel primo gioco, Michele, Matteo e Giulia dovevano costruire una colonna di vasi messi in equilibrio uno sull’altro. Lo hanno fatto benissimo vincendo la prova e portando Sirolo sul 3 a 0.

Giacomo e Allegra

A seguire, la prova in esterna sulla piazzetta di Sirolo: tiri liberi al canestro effettuati, di spalle, da Giacomo e Allegra legati fra loro. Hanno segnato tre canestri vincendo la prova su Fornelli e portando Sirolo sul 4 a 0.

Agnese. Alla sua sinistra, Massimiliano Ossini, uno dei conduttori della trasmissione

Si torna in studio a Roma per la prova: chi è nato prima? Per Sirolo c’è Agnese che va allo spareggio ma sbaglia regalando il primo punto a Fornelli: 4 a 1.

Matteo e Massimiliano Ossini

La prova successiva, prendi una matita, si gioca con i capitani delle squadre: Debora Caprioglio per Sirolo e Manuel Casella per Fornelli. I capitani devono disegnare un oggetto sulla lavagna e il concorrente avversario deve indovinare qual è. Per Sirolo gioca Matteo che si aggiudica la prova e porta Sirolo sul 5 a 1.

Lorenzo canta ‘Anna e Marco’ di Lucio Dalla

Si passa alla prova di canto. Lorenzo, per Sirolo, sceglie Anna e Marco di Lucio Dalla. Canta benissimo, facendo una sua versione della celebre canzone. Gli andrà male, il voto del pubblico premierà la performance della ragazza di Fornelli. E siamo 6 a 2 per Sirolo.

Eva ed Eleonora impegnate nel gioco: facciamo il gonfalone

Nella prova Facciamo il gonfalone, dove si tratta di ricostruire un puzzle, Eva ed Eleonora perdono per un niente: Sirolo 6, Fornelli 3.

Da sinistra: Filippo con Debora Caprioglio

Si arriva alla penultima prova prima di quella decivisa: un sacco di parole. Si gioca ancora con la capitana Caprioglio. Filippo, per Sirolo, deve attaccare parole su una lavagna magnetica che riportano il testo di una canzone: Perdere l’amore di Massimo Ranieri. L’avversaria va in confusione e Filippo vince la prova, portando Sirolo sul 6 a 3.

Le fasi concitate della prova finale con i secchi d’acqua

E siamo alla prova finale. Chi la vince, vince la puntata.Il punteggio maturato assegna sei secchi a Sirolo e tre agli avversari. Si tratta, in un tempo prestabilito, di portare quanta più acqua possibile all’interno di un contenitore utilizzando i secchi a disposizione. Sirolo ne ha il doppio di Fornelli, sembrerebbe molto avvantaggiata, invece no: i fornellesi, indiavolati, riescono a colmare il recipiente per primi e ad aggiudicarsi lo scontro.

C’è ancora una possibilità per ribaltare il risultato. La prova della doccia. Un concorrente, bendato, viene fatto entrare in una doccia armato di un pulsante collegato a un cronometro. Al via, parte il cronometro e se il concorrente, tramite il pulsante, riesce a fermarlo sui trenta secondi esatti il risultato finale viene sovvertito.

Lorenzo all’interno della doccia

Per Sirolo nella doccia entra Lorenzo, il cantante. Parte il cronometro, scorrono i secondi, Lorenzo deve contarne trenta mentalmente e a occhi bendati. Quando schiaccia il pulsante per fermare il tempo, il display segna 32 secondi. Prova fallita e risultato finale confermato: vince Fornelli. Sirolo torna a casa sconfitta.

Peccato, la possibilità di vincere uno scuolabus, che è il premio per i vincitori finali della trasmissione, è svanito. Ma è stata una sconfitta sopportata a testa alta e con onore. Bravi a tutti. Senza contare che milioni di telespettatori hanno potuto ammirare e conoscere, attraverso i collegamenti in esterna, la bellezza della perla dell’Adriatico. E chissà, magari, durante i giochi, qualcuno può aver deciso di venire a farci un salto da queste parti. Che sia il benvenuto!

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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