La nuova presidente, Agnese Antonini, racconta l’attuale Pro loco

L'esperienza dei vecchi e l'entusiasmo dei giovani soci al servizio della vita sociale e culturale del paese.

Sirolo. Nata quasi venti anni fa, la Pro loco di Sirolo Riviera del Conero cerca di svolgere attività di promozione culturale e utilità sociale per il paese, finanziandosi attraverso gli sponsor e il tesseramento degli associati che versano una quota annuale di 10 euro.

Dopo le elezioni dello scorso 23 aprile, il direttivo ha cambiato il proprio assetto eleggendo presidente, Agnese Antonini, giovane ingegnere, sirolese doc, classe 1980. La nuova gestione è quindi partita facendo tesoro delle buone pratiche e dell’esperienza dei componenti uscenti, nominati nuovamente per questa tornata, ma con l’entusiasmo e le idee dei nuovi giovani membri.

Agnese Antonini, presidente della Pro loco di Sirolo
Agnese Antonini, presidente della Pro loco di Sirolo

Dopo gli impegni estivi, che ha visto la Pro loco promotrice di numerose iniziative, abbiamo intervistato la neo presidente Antonini per conoscere le sue impressioni e capire le linee operative ed organizzative di questa nuova gestione.

Per prima cosa: presidente o presidentessa. Come preferisce farsi chiamare?

«Preferisco la presidente».

Ci racconti la storia e i numeri della Pro loco di Sirolo: quando nasce, con quale scopo e quanti sono attualmente gli iscritti?

«L’associazione turistica Pro loco Sirolo Riviera del Conero è stata costituita nel 1997 con il fine di svolgere, in piena autonomia nei confronti di partiti, formazioni politiche, poteri pubblici e enti locali, attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi. Il tutto senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati.

Attualmente gli iscritti sono circa 190 e nell’attuale consiglio direttivo, insieme a me sono presenti Luciano Batocco nominato vicepresidente, Vittorio Canori segretario, Alessandro Scuppa tesoriere, Sandro Sabbatini, che è stato il presidente in carica prima di me, Francesca Centanni, Pierpaolo Paoloni e Jarin Muscoloni».

Lei ricopre la carica di presidente ormai da qualche mese. Ci racconti un po’ di lei, chi è Agnese Antonini?

«Agnese Antonini è una sirolese doc, laureata in ingegneria edile architettura. Sono stata sempre coinvolta da amici e parenti a partecipare attivamente alle varie attività sociali e sportive, anche se, ahimè, non sempre sirolesi. E persino ora che ricopro questo ruolo nel mio paese, non nego che continuo volentieri a portare il mio contributo alle attività dei paesi vicini».

Un'immagine della Paint my run, letteralmente "dipingi la mia corsa", una delle tante proposte sirolesi
Un’immagine della Paint my run, letteralmente “dipingi la mia corsa”, una delle tante proposte sirolesi

Che cosa l’ha spinta a candidarsi per la carica di presidente?

«Per una volta si era presentata l’occasione di fare qualcosa ed essere parte attiva anche a Sirolo. Non nego che i dubbi e i timori di non essere all’altezza erano e rimangono ancora tanti. Tuttavia, mi sono detta: perché no? Se i miei colleghi credono in me e mi aiuteranno, come del resto stanno facendo ognuno a modo suo, perché non dovrei farlo io?»

Come ha trovato la Pro loco al suo arrivo?

«Mi sono ritrovata catapultata, come del resto tutti i nuovi membri, nel bel mezzo della stagione estiva. Un vortice travolgente di impegni che abbiamo affrontato con alcune difficoltà, in quanto non conoscevamo quasi nulla di quello che ci veniva lasciato. Abbiamo quindi cercato di arrivare ad un punto zero da cui ripartire, per portare avanti e tenere fede agli impegni presi prima del nostro mandato e per poter organizzare e fare al meglio una stagione di eventi partiti in ritardo e che ha suscitato non poche polemiche».

Qual è la sua visione all’interno della Pro loco? Cosa ha cambiato quando è diventata presidente e che cosa invece ha ritenuto di lasciare invariato della precedente gestione?

«Si è ritenuto giusto mantenere tutte quelle attività che sono ormai avviate e che quasi si autogestiscono, come il ballo liscio al Parco, che attira gente da tutti i comuni limitrofi e piace molto anche ai turisti. Si è cercato, inoltre, di collaborare con gli eventi organizzati e voluti dai commercianti.

Uno degli impegni che ci siamo proposti è quello di non far morire tutto nel periodo estivo e di organizzare alcune iniziative anche nei periodi invernali e primaverili.

Infine, ci sono stati dei cambiamenti a livello di gestione interna di pratiche e di vari iter burocratici; speriamo di ottenere dei vantaggi, ma ciò lo potremo verificare solo a fine anno».

Secondo lei, quali sono i punti di forza della sua associazione?

«La voglia di fare, le idee, l’entusiasmo dei giovani membri e l’esperienza dei membri più anziani. Ogni tanto ci si scontra, ma è proprio dal confronto che a volte nascono delle belle idee».

… e i punti di debolezza? Quali sono le maggiori difficoltà che la pro loco incontra quotidianamente o ha dovuto affrontare per svolgere le proprie attività?

«Il punto debole è ritrovarsi senza una sede idonea che possa dare dignità e identità ad una associazione che nasce per attività a favore dei sirolesi. Aggiungo anche lo scetticismo di chi ci circonda, in particolare nelle potenzialità che questa associazione possiede, e la scarsa collaborazione che fino ad oggi è stata presente fra le varie associazioni. Con la Nuova Sirolese Calcio, invece, abbiamo dimostrato che unendo le forze si possono realizzare tante cose anche in tempi stretti».

Come sono i rapporti con il Comune di Sirolo?

«I rapporti con l’amministrazione comunale sono buoni. Non siamo sempre d’accordo al 100%, ma ci si confronta e si va avanti. Ribadisco che siamo un ente autonomo e non dobbiamo per forza abbracciare a priori quello che viene proposto: si valuta in consiglio e si vota, a prescindere da chi propone».

Sirolo. La chiesa parrocchiale di San Nicolò in piazza Vittorio Veneto
Sirolo. La chiesa parrocchiale di San Nicolò in piazza Vittorio Veneto

Secondo il suo punto di vista, di cosa ha bisogno la comunità di Sirolo? Quali sono le richieste che le vengono poste dalla cittadinanza?

«Sinceramente al momento attuale non sono arrivate richieste particolari, a parte riprendere l’organizzazione delle gite, come avveniva negli anni passati. Anzi, approfitto di questo spazio per invitare i cittadini a proporre iniziative o idee. Saremo lieti di ascoltarle e magari insieme si riuscirà a realizzarle».

Il programma della stagione estiva è stato particolarmente ricco di eventi e iniziative. Ce ne racconta qualcuno che ha avuto maggior successo?

«Il programma è stato ricco di eventi musicali e di momenti culturali, come “Sirolo in Poesia”. Non saprei dire cosa ha avuto più o meno successo, forse fra tutte quella che ha stonato un po’ è stata l’organizzazione delle sfilate di moda».

Può anticiparci qualcosa sul programma invernale?

«Ci stiamo ancora lavorando. Appena avremo qualcosa di più ufficiale lo renderemo pubblico. Le idee sono tante, ma bisogna vedere quante di queste riusciremo poi a concretizzare».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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