In distribuzione alle famiglie il vademecum Estate in sicurezza

Contiene consigli utili per la salvaguardia delle abitazioni e l’invito agli osimani a collaborare fra loro

Osimo, 4 giugno 2021 – Anche quest’anno il Comune ripropone la campagna informativa Estate in sicurezza, con una nuova veste grafica, grazie al contributo del consigliere Michele Feliciani. La distribuzione del pieghevole ad ogni nucleo familiare avverrà grazie alla collaborazione con Astea.

Il vademecum, che raccoglie un insieme di consigli utili finalizzati a mettere in sicurezza le proprie abitazioni durante brevi o lunghi assenze da casa, va ad analizzare ogni elemento che può essere una probabile fonte di rischio per un’intrusione nel proprio domicilio, o per illeciti di carattere informatico attraverso un uso sbagliato dei social media.

Osimo – Il sindaco Simone Pugnaloni presenta il vademecum ‘Estate in sicurezza’ 

Ma l’attenzione è posta soprattutto sulle azioni di vicinato attivo, la collaborazione cioè con i propri vicini e conoscenti affinché possano essere rilevate situazioni ambigue o fuori dall’ordinario che vanno immediatamente segnalate alle Forze di Polizia.

«Ciò in un’ottica di sicurezza integrata – spiega il sindaco Pugnaloni – dove ogni soggetto, le Istituzioni, le Forze di Polizia e i Cittadini hanno un ruolo fondamentale per rendere il proprio territorio più vivibile e sicuro, creando un circolo virtuoso della sicurezza, basato sulla fiducia e l’attenzione verso la propria abitazione ma anche verso la città in cui si vive, sentendosene responsabile».

In questa ottica di cittadinanza attiva, a settembre uscirà il nuovo bando per il cofinanziamento di sistemi di allarme e videosorveglianza che negli ultimi sette anni hanno permesso l’installazione di oltre 80 infrastrutture di sicurezza private creando, con le spycam comunali, una rete di videocontrollo molto efficace.

Entro fine anno, inoltre, arriveranno nuove telecamere OCR collegate al sistema SCNTT del Viminale; un progetto appena approvato dalla Giunta osimana che permetterà un importantissimo scambio di informazioni tra le sale operative delle Forze di Polizia e della Polizia Locale.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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