Numana – Operatori turistici, politici e associazioni di settore pianificano la stagione 2017

L’obiettivo è fare meglio di un 2016 da record

Numana – Nei giorni scorsi presso il palazzo comunale, si è tenuto l’incontro di inizio anno con tutti gli operatori turistici numanesi. Oltre al sindaco Gianluigi Tombolini ed il personale del suo staff, erano presenti il dott. Raimondo Orsetti, dirigente del Servizio Turismo, Cultura, Commercio ed attività promozionali della Regione Marche; e Massimo Paolucci, responsabile marketing dell’ Associazione Riviera del Conero.

Numana. Panoramica da Via Litoranea
Numana. Panoramica da Via Litoranea

Scopo dell’incontro era fare il punto della passata stagione turistica e pianificare tutte le azioni necessarie per far vincere a Numana, ancora una volta, l’ambito premio della cittadina rivierasca tra le più gettonate dal turismo italiano e non.

Il sindaco ha elencato i punti fermi della stagione turistica 2016 e le novità per quella a venire.

Innanzitutto, il consuntivo per le spese necessarie agli eventi estivi, ben 100 distribuiti nelle varie location cittadine. La promozione ed informazione turistica, la pulizia delle spiagge e il trasporto pubblico completamente gratuito, non hanno pesato per nemmeno un euro sulle tasche dei cittadini: i contributi degli sponsor locali hanno coperto la totalità dei costi. Gli eventi serali e gli introiti della tassa di soggiorno, aumentati notevolmente rispetto il 2015, hanno spesato tutto il resto.

Una vista suggestiva di Numana con alle spalle il Monte Conero (foto di Enrico Pighetti)
Una vista suggestiva di Numana con alle spalle il Monte Conero (foto di Enrico Pighetti)

La punta di diamante vincente dei servizi al cittadino pare essere l’ufficio IAT (informazione e accoglienza turistica); con tanta cortesia e professionalità, è riuscito a soddisfare oltre 12.000 richieste di informazioni e aiuti vari in “front office”. Le principali riguardano la disponibilità delle strutture ricettive e le info legate al trasporto pubblico.

Quest’ultimo ha avuto un vero e proprio “boom” di gradimento, raggiungendo ben più di 120.000 persone trasportate durante la scorsa stagione: un bel raddoppio rispetto ai dati 2015 ed un enorme vantaggio in termini di riduzione dell’inquinamento acustico ed ambientale.

Un altro aiuto fondamentale allo sviluppo turistico è arrivato dal web: newsletter destinate agli operatori e alla pagina Facebook, oltre al sito www.turismonumana.it, hanno visto raddoppiare i già lusinghieri dati del 2015.

Per il 2017 si pensa ad una collaborazione con il notissimo portale mondiale di prenotazione alberghiera Booking.com.

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Nell’anno in corso la grande sfida sarà quella di tranquillizzare il turista in merito all’assoluta sicurezza delle Marche in generale e di Numana in particolare, riguardo ai timori legati agli ultimi eventi sismici. Il dott. Orsetti è intervenuto proprio su questo aspetto, sottolineando le particolari strategie di promozione che la Regione Marche sta mettendo in pista. Sono stati illustrati gli spot promozionali della regione che in questi giorni stanno stanno passando in RAI e che sfruttano la grande simpatia e professionalità dell’attore indigeno Neri Marcorè.

Uno spot che ha usufruito di un particolare sconto commerciale concesso dalla RAI. Sono previsti altri passaggi video in primavera anche sul gruppo Mediaset.

Numana - Spiaggia dei Frati
Numana – Spiaggia dei Frati

Un’ altra iniziativa degna di nota che la regione sta portando avanti consiste nella stretta collaborazione con il servizio turismo della Baviera, grazie ai contatti che l’assessore regionale Moreno Pieroni ha con Altotting, il cuore cattolico della Baviera. Vicino a dove nacque Papa Benedetto XVI.

L’ intervento di Massimo Paolucci, dell’ associazione Riviera del Conero, ha ribadito la forte collaborazione, sinergia, promozione e comunicazione messa in atto con la Regione Marche nel partecipare alle fiere di settore; o alle promozioni attraverso inserzioni su riviste estere; o all’educational tour con giornalisti e blogger sia stranieri che italiani.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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