Un Decanter di platino per Verdicchio e altri 5 grandi bianchi italiani

Mazzoni (Imt): “Verdicchio salto di qualità anche per critica internazionale

Jesi, 31 maggio – C’è molto Verdicchio tra i top-vini premiati nei World Wine Awards 2018 di Decanter, la rivista britannica che ogni anno pubblica i risultati del più grande concorso enologico mondiale, una delle poche classifiche in grado di muovere veramente il mercato internazionale.

A cominciare dal Verdicchio dei Castelli di Jesi Massaccio 2016 di Fazi Battaglia, che si è aggiudicato la medaglia di platino e la palma di miglior punteggio (97/100) tra i bianchi fermi italiani assieme ad altri 5 super-vini: il Riserva Sauvignon Blanc di Cantina Bolzano e l’Aristos Pinot Grigio della Cantina Valle Isarco (Alto Adige), il Costa d’Amalfi Fiorduva di Marisa Cuomo (Campania), la Vernaccia di Oristano Riserva di Silvio Carta (Sardegna) e la Ribolla Gialla di Torre Rosazza (Friuli Venezia Giulia).

Alberto Mazzoni

Per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni: «L’en plein del Verdicchio nella top ten marchigiana di Decanter non è una sorpresa. A sorprendere è invece il salto di qualità del bianco fermo più premiato d’Italia registrato anche sulla critica internazionale: 2 anni fa per Decanter erano solo 4 i prodotti con un punteggio minimo di 90/100 mentre oggi la media si è alzata notevolmente e possiamo annoverare 15 vini, 13 Verdicchio dei Castelli di Jesi e 2 di Matelica, su 26 selezionati».

Al platino di Fazi Battaglia, di proprietà Bertani, si aggiungono le medaglie d’oro per il Casal di Serra di Umani Ronchi (96/100) e per il Villaia di Tenute Pieralisi (95/100) oltre a 12 argenti tra cui spiccano il Podium di Garofoli, il Tralivio di Sartarelli e il Verdicchio di Matelica Ergon Réwine di Borgo Paglianetto, tutti con 94/100.

Con quasi 17mila vini candidati e una giuria di 275 esperti internazionali, i Decanter World Wine Awards (Dwwa) sono il più grande concorso vinicolo mondiale, diretto dalla rivista britannica Decanter.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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