Rai 1: a “Buono a Sapersi” Elisa Isoardi parlerà della scarola di Sant’Elpidio a Mare

Lunedì 12 febbraio alle 11 la conduttrice affronterà a tutto tondo il mondo della scarola riccia e liscia (indivia), coltivata anche nel fermano

Fermo – Domani, lunedì 12 febbraio a “Buono a Sapersi”, su Rai Uno alle 11.05 , Elisa Isoardi tratterà il tema della Scarola, una varietà di insalata ricca di virtù e nostra “alleata” contro l’alluce valgo.

Elisa Isoardi, bella e simpatica conduttrice di Buono a Sapersi su Rai 1

Ermanno Murari, agronomo, illustrerà le diverse varietà di scarola e le tecniche per renderla meno amara in cucina.

Luca La Fauci, nutrizionista, ne descriverà le proprietà benefiche, con un occhio alle preparazioni più salutari.

La dottoressa Francesca Vannini, specialista in ortopedia e traumatologia agli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna, spiegherà come la scarola può essere d’aiuto quando si affrontata la patologia dell’alluce valgo.

Fermo – Una coltivazione d’insalata a Porto Sant’Elpidio

Il maestro di cucina Mario Musci, poi, mostrerà come realizzare due gustosi involtini a base di scarola. Gli farà eco il collega Gabriele Gemma, che preparerà i tentacoli di polpo arrosto su scarola saltata e pomodorini marinati.

Non mancherà un collegamento in diretta con Ivan Bacchi da Sant’Elpidio a Mare (Fermo), ospite di un’azienda che si occupa della produzione e della lavorazione della scarola, riccia e liscia.

Spazio anche al “borsino” della spesa, con le quotazioni di Mr. Prezzo, Claudio Guerrini, dal mercato di “Santa Scolastica” a Bari.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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