Nasce la Carta delle Responsabilità del Gruppo Estra

Un documento consultabile su internet con tutto quello che c'è da sapere su area clienti, autolettura, bolletta in sintesi, bonus, reclami e tanto altro

Ancona, 29 marzo 2021 – Si chiama Carta delle Responsabilità il nuovo strumento, digitale, a disposizione dei cittadini, per  dare informazioni ampie e corrette sulle modalità e le procedure che regolano le attività di vendita di energia del Gruppo di cui Estra Prometeo fa parte.

Il documento infatti nasce da un percorso condiviso con le Associazioni dei consumatori con le quali l’azienda ha da tempo avviato un dialogo che ha portato al Protocollo di autoregolazione volontaria per contratti non richiesti e alla conseguente creazione dell’Organismo di Controllo.

In questo contesto è stata creata anche una casella di posta elettronica dedicata alle Associazioni dei consumatori per le segnalazioni che dovessero pervenire direttamente a loro.

Il formato digitale è stato scelto per avere a disposizione  un documento aggiornato in tempo reale recependo eventuali modifiche sia della normativa in vigore che delle procedure interne delle società.  All’indirizzo https://www.estraprometeo.it/aiuto/categoria/carta-delle-responsabilita è ora quindi possibile trovare tutto quello che c’è da sapere su modalità e procedure, sul profilo aziendale, sulle agevolazioni a disposizione dei clienti (bonus gas) e sui livelli di qualità commerciale.

Ecco cosa contiene la Carta:

  • Come contattare Estra,Prometeo
  • Vendita di gas e energia elettrica: Protocollo di autoregolazione volontaria in materia di attivazioni e contratti non     richiesti
  • Area Clienti Web e app mobile
  • Autolettura
  • La bolletta in sintesi
  • Pagamenti, rateizzazioni e istanza di prescrizione
  • Bonus sociali
  • Reclami
  • Servizio di conciliazione e Qualità commerciale

 

Marco Gnocchini, presidente di Estra Prometeo

«Con la Carta delle Responsabilità evidenziamo ancora una volta la nostra volontà di chiarezza, trasparenza ed immediatezza nei confronti dei consumatori e dei clienti – ha spiegato il presidente di Estra Prometeo Marco Gnocchini – Attraverso i nostri canali ufficiali sarà possibile avere tutte le informazioni utili senza correre il rischio di imbattersi in comunicazioni errate o incomplete. Sfruttando il documento digitale avremo la possibilità di aggiornarlo in tempo reale qualora dovesse rendersi necessario. Si tratta di un passo che va in direzione di un percorso di informatizzazione e digitalizzazione fondamentale in questa fase storica. Un percorso che stavamo già perseguendo e che continueremo a fare con decisione non trascurando, al contempo, anche le altre forme di comunicazione più tradizionali».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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