Le gambe di Nefertari conservate al Museo Egizio di Torino

Scoperte dall’archeologo italiano Schiapparelli nel 1904

Torino. Il Museo egizio conserva le gambe di Nefertari. Lo sostiene un gruppo di archeologi internazionale, coordinato dall’Università di York. Lo studio è stato pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica  Plos One.

Un busto della regina Nefertari conservato al Museo Egizio di Torino
Un busto della regina Nefertari conservato al Museo Egizio di Torino

Le gambe, conservate in una teca, appartengono a una donna di circa 40 anni. A rivelarlo sono le analisi chimiche, antropologiche, genetiche e di datazione, al radiocarbonio. C’è poi la conferma dei materiali utilizzati per imbalsamarla. Sono in linea con quelli utilizzati nel XIII secolo Ac.

Nefertari è la regina più celebre della storia egizia, insieme a Cleopatra. Fu una delle più potenti e la preferita del faraone Ramsete II. Per lei il faraone fece costruire un templio nel complesso monumentale di Abu Simbel.

Nefertari
Nefertari in un dipinto d’epoca

La sua tomba è tra le più spettacolari nella Valle delle regine. Fu scoperta dall’archeologo italiano  Ernesto Schiapparelli, nel 1904. Conteneva ancora diversi resti, che furono inviati al Museo Egizio di Torino e, a quanto pare, sono stati analizzati solo ora.

Nel dettaglio, furono ritrovati resti del sarcofago in granito rosa e pochi pezzi del corredo funerario: 34 ushabti, un frammento di bracciale d’oro, amuleti, cofanetti di legno dipinti e un paio di semplici sandali in fibra intrecciata.

Schiapparelli trovò solo alcuni frammenti di una mummia femminile, pezzi di ginocchia per essere precisi. Fin da subito si ipotizzò fossero proprio quelli di Nefertari.


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di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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