Inaugurazione nuova sede della Croce Rossa di San Severino Marche

Sabato 26 ottobre alle ore 12 in Via Brodolini la cerimonia alla presenza di numerose autorità

San Severino Marche, 24 ottobre 2019 – Sarà una data importante il prossimo 26 ottobre per gli oltre 150 volontari dell’Associazione Croce Rossa Italiana Comitato di San Severino Marche. Dopo anni di attesa, il sogno di ampliare la vecchia sede per avere più spazi dedicati all’aggregazione e alla formazione diviene realtà.

Tutto nasce qualche anno fa quando la presidente Elena Amici manifestò in un settimanale locale la speranza del Comitato di avere nuovi spazi. Le maestre Silvana ed Adria Piantoni lessero l’articolo, ed essendo assegnatarie delle volontà del professor Giuseppe Micozzi Ferri che aveva espresso il desiderio di “soccorrere le persone in difficoltà per motivi di salute”, donarono la somma necessaria per far partire i lavori di ampliamento.

Si deve dunque al professor Micozzi Ferri, ex preside dell’Istituto Comprensivo Padre Tacchi Venturi di San Severino Marche, uomo di grande generosità ed umanità, l’avvio nel mese di febbraio 2016, del progetto di ampliamento della sede C.R.I.

Purtroppo, il 26 e il 30 ottobre 2016 le forti scosse di terremoto che sconvolsero il centro Italia danneggiarono la parte ubicata al piano terra della struttura: la C.R.I. di San Severino Marche fu l’unica sede lesionata in tutto il cratere del sisma. Grazie al sostegno dell’Unità di Progetto ” Sisma Centro Italia “ della C.R.I.  i lavori di ampliamento e ristrutturazione poterono proseguire. Il progetto dello Studio Ingegneri Daniele Fiorini e Daniele Paciaroni, prevedeva  di sopraelevare di un piano l’immobile, ricavando locali utili all’integrazione, alla formazione e all’amministrazione.

L’attività della Croce Rossa di San Severino Marche, nonostante le difficoltà, non si è mai fermata ed è proseguita energicamente anche durante le fasi di emergenza terremoto. I volontari, anch’essi terremotati, si sono occupati della distribuzione dei pasti, dell’infermeria, del trasporto persone, dell’assistenza sanitaria, collaborando inoltre alla gestione dei punti di accoglienza degli sfollati h24.

Nel 2018 è iniziato un nuovo corso base e sono entrati a far parte del Comitato 31 nuovi volontari. Per realizzare le attività in efficienza, il Comitato dispone attualmente di 3 pulmini per il trasporto disabili dotati di sollevatore, un fuoristrada e 3 ambulanze da trasporto, più una nuova ambulanza di soccorso acquistata recentemente per far fronte alle esigenze dell’Asur con cui il Comitato è in convenzione.

Anche questo mezzo verrà inaugurato, insieme alla nuova sede, sabato 26 ottobre alle ore 12,00 in Via Brodolini. Sarà una manifestazione a cui prenderanno parte i massimi esponenti della C.R.I Nazionale salvo importanti eventi dell’ultima ora. C’è grande attesa tra i volontari per la presenza del presidente della Croce Rossa Italiana nonché presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, avvocato Francesco Rocca.

Tante le autorità presenti alla cerimonia: la vice segretario generale della C.R.I. dott.ssa Barbara Contini; iI sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei; l’Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Monsignor Francesco Massara; il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni e i vertici della C.R.I. della regione Marche con il presidente Fabio Cecconi.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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