Il senso civico degli italiani, il terremoto e la raccolta differenziata

Roma – Gli italiani? Sempre più “latini” e sempre meno “samurai” o “esquimesi”. Lo dice un sondaggio sul senso civico dell’Ipsos – Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero e riciclo.

Una scolaresca visita un centro del riciclo
Una scolaresca visita un centro del riciclo del Comieco

Con il termine “latini”, il sondaggio individua la propensione all’individualismo e al senso di appartenenza territoriale. In pratica, si vede così un italiano su due. Sempre per lo stesso studio, gli “esquimesi” sono quelle persone legate ai valori collettivi, nei quali si riconosce appena il 10% degli intervistati.

I “samurai”, ancora, sono coloro i quali credono nel valore delle istituzioni. Sul nostro territorio sono appena il 3% e non occorre puntualizzare che il valore, rispetto agli anni passati, è in caduta libera.

L’indagine dice di più. In pratica, è in atto, dal lontano 2004, un ripiegamento su noi stessi. L’indice di fiducia verso il prossimo si aggira intorno al 37%.

Con una fotografia del genere, ci si aspetterebbe anche la pressoché scomparsa del senso civico. Ma non è così, grazie alla famiglia, alla scuola e alle calamità.

Il centro di Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 (Ansa/Alberto Orsini)
Il centro di Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 (Ansa/Alberto Orsini)

Per circa il 60% degli intervistati è proprio in famiglia che si forma il senso civico. Subito dopo viene la scuola.

Poi, di fronte alle emergenze, come quelle causate dal terremoto in centro Italia, la propensione al collettivo è schizzata al 91%, andando ben oltre le dinamiche delle tribù territoriali dei cosiddetti “latini”.

Comieco a settembre 2016, ha fatto un appello e coinvolto i cittadini in una speciale raccolta differenziata di carta e cartone a sostegno delle zone colpite dal terremoto. Grazie a questa, il Consorzio ha potuto donare oltre 255 mila euro ai sindaci dei Comuni coinvolti dal sisma.

Comieco ha messo in atto una raccolta differenziata del cartone che ha prodotto
Comieco ha messo in atto una raccolta differenziata di carta e cartone che ha prodotto una donazione di oltre 250mila euro ai sindaci dei Comuni coinvolti dal sisma

Anche così, dunque, la raccolta differenziata si è confermata uno dei più importanti indicatori di senso civico e rientra in quell’attenzione ai temi ambientali e alla sostenibilità. È sempre più in crescita. E oggi si attesta sul 94%.  Secondo l’86% degli italiani rappresenta una delle pratiche più semplici e immediate per contribuire al benessere della collettività e non solo un modo per smaltire i rifiuti.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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