Il saluto beneaugurante della Mancinelli all’Ancona Matelica

Il sindaco di Ancona e l’assessore allo Sport Guidotti in visita ai ragazzi biancorossi di Lega Pro. La Dg Nocelli: “Una visita che ci rende orgogliosi”

Ancona, 13 ottobre 2021 – Nella mattinata odierna, presso l’impianto Paolinelli, il sindaco della città di Ancona Valeria Mancinelli e l’assessore allo Sport Andrea Guidotti hanno fatto visita ai ragazzi dell’Ancona Matelica di mister Colavitto impegnati in una seduta di allenamento.

Ancona – La dg Roberta Nocelli, il sindaco Valeria Mancinelli, l’assessore allo Sport Andrea Guidotti, mister Colavitto

Una visita giunta in questo momento solo per motivi scaramantici: ormai la realtà biancorossa è ben consolidata, il sindaco Mancinelli ha dunque voluto portare il proprio saluto benaugurante ai giocatori dorici di Lega Pro.

«Avete riacceso l’entusiasmo di una città intera che può dimostrare ancora di più di quello che avete già visto – ha detto la prima cittadina di Ancona – Un grande in bocca al lupo a voi!»

Sulla stessa linea, l’assessore Guidotti: «Sono veramente felice di aver intrapreso questa strada», il suo commento.

Felicissima la Direttrice Generale dell’Ancona Matelica Roberta Nocelli.

«Una visita che ci rende orgogliosi. Sin dall’inizio – ha dichiarato la Nocelli – l’Amministrazione comunale ci ha riservato una grande accoglienza, mettendo a nostra disposizione tutto ciò che era possibile e anche di più. A nome di tutta la Società ringrazio la città, tutti gli Enti e Organi preposti che hanno collaborato affinché si potesse realizzare questo progetto che è appena iniziato. Ora, compatibilmente con i suoi impegni, aspettiamo il sindaco Mancinelli anche allo Stadio Del Conero. Ci ha promesso che verrà presto a trovarci e noi la aspettiamo a braccia aperte!».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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