Il calendario 2019 della Polizia di Stato

In 17 anni raccolti oltre due milioni di euro destinati a progetti di aiuto in tutto il mondo

Ancona, 16 novembre 2018 – Quest’anno il calendario della Polizia di Stato è illustrato da 12 fumettisti professionisti che, attraverso i loro disegni, rappresenteranno l’attività quotidiana della Polizia di Stato con i nuovi distintivi di qualifica che saranno sulle uniformi dal prossimo anno.

I fumettisti che hanno collaborato al progetto:

Bruno Brindisi; Roberto De Angelis; Raffaele della Monica; Luca Raimondo; Stefano Casini; Raul e Gianluca Cestaro; Max Bertolini; Walter Venturi; Daniele Bigliardo; Luigi Siniscalchi; Jonhatan Fara

La pagina di gennaio del calendario 2019 della Polizia di Stato

Il calendario ha un costo di € 8.00 per l’edizione da parete e di € 6.00 per quella da tavolo.

Parte del ricavato della vendita sarà destinato al Comitato italiano per l’Unicef Onlus per sostenere il progetto “Yemen” e altra parte al Fondo Assistenza della Polizia di Stato – Piano Marco Valerio.

L’acquisto del Calendario della Polizia di Stato, viene gestito dagli URP (uffici relazioni con il pubblico) delle Questure, previa prenotazione ed un versamento sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a “Comitato italiano per l’Unicef”, avendo cura di inserire nella causale “Calendario della Polizia di Stato 2019 per il progetto Unicef “Yemen”.

In 17 anni di partnership sono stati raccolti oltre 2.338.000 euro destinati ai seguenti progetti:

Calendario 2002: contro lo sfruttamento sessuale dei bambini in Cambogia

Calendario 2003: contro il traffico e lo sfruttamento sessuale dei bambini in Benin

Calendario 2004: contro sfruttamento e traffico minori in Moldavia

Calendario 2005: contro sfruttamento e traffico minori in Moldavia

Calendario 2006: protezione infanzia e formazione professionale della polizia locale in Rep. Democratica del Congo

Calendario 2007: protezione infanzia in Guinea Bissau

Calendario 2008: protezione infanzia in Guinea Bissau

Calendario 2009: sostegno ai bambini vittime di violenza in Indonesia

Calendario 2010: protezione bambini e formazione polizia locale in Sud Sudan

Calendario 2011: bambini di strada o a rischio Bangladesh

Calendario 2012: lotta alla malnutrizione infantile in Camerun

Calendario 2013: acqua e igiene nelle scuole in Tanzania

Calendario 2014: proteggere i bambini lavoratori e di strada in Bangladesh

Calendario 2015: bambini malnutriti in Centro Africa

Calendario 2016: bambini vittime dell’emergenza umanitaria in Sud Sudan

Calendario 2017: youth & innovation program in Libano

Calendario 2018: emergenza Migranti in Italia

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo