Giochi di carte tra tradizione e innovazione

Quando nelle Marche si giocava a cispa o a truco

Si passavano le serate, quelle belle con la luna fuori e il fuoco nel camino. E anche quelle brutte quando tirava un vento da far tremare i vetri e ti sporgevi un poco oltre la tenda per sentire fin dentro casa il freddo che premeva alla finestra. E allora ti risiedevi e aspettavi che il mazziere desse le carte, insieme agli altri. Si giocava a cispa, uno dei giochi di carte più popolari delle Marche e che alcuni fanno risalire a una località in particolare, il paese di Porto San Giorgio.

Le carte erano quaranta e generalmente si usava un mazzo spagnolo, sostituito, in mancanza di meglio, da uno francese dopo aver opportunamente tolto le carte superflue. Si poteva giocare a cispa a coppie, se si era in quattro, oppure nei gruppi più numerosi fino a sei giocatori, ognuno giocava per sé. Lo scopo era quello di divertirsi, ovviamente, come in tutti i giochi di carte e raggiungere per primi, i più competitivi, il punteggio di 35.

Giochi della tradizione, come il truco anche questo particolarmente diffuso nelle Marche così come in altre regioni d’Italia in differenti varianti.

I tempi sono cambiati, e per fortuna diranno molti appassionati di giochi di carte, visto che anche nel settore si sono avvicendate soluzioni nuove, strategie più avvincenti e futuristiche tecnologie che appassionano le generazioni attuali, tanto quanto in passato lo facevano i giochi di carte della tradizione.

Su questa scia abbiamo oggi giochi a tema che utilizzano le carte, come quelli mutuati dall’immaginario steampunk di molti romanzi di genere e fumetti. Il Dastardly Dirigibles è un gioco di carte creato dalla fantasia di Justin De Witt uno dei maggiori game designer dei nostri tempi. E se c’è dietro lui alla creazione di un gioco, state certi che questo non lascerà nulla al divertimento e al coinvolgimento. Accattivante per la sua semplicità prevede un numero massimo di cinque giocatori; ognuno di loro veste i panni di un costruttore di dirigibili in perfetto stile steampunk. Ogni carta ci aiuta nella costruzione del nostro mezzo, oppure permette di intralciare gli altri giocatori. Quando si arriva a completare la costruzione di un dirigibile finisce il turno e si calcolano i punti realizzati.

In fatto di innovazioni nel settore dei giochi di carte non possiamo non ricordare il clamoroso successo di Hearthstone: Heroes of Warcraft. Oltre 70milioni di giocatori in tutto il mondo. Ve l’immaginate una partita di briscola con numeri simili? Un successo mutuato soprattutto grazie alle innovazioni tecnologiche, come la diffusione di questo gioco per piattaforme mobili che hanno permesso agli utenti di Hearthstone di giocare in mobilità dovunque si trovino. Partite a carte, carte particolari, digitali che consistono di partite a due giocatori. Ogni sfidante può trovare il suo avversario direttamente online. La diffusione di simili giochi va di pari passo con una proposta ludica digitale sempre più coinvolgente e interattiva, con un occhio comunque anche alla tradizione. Nel mare di proposte ludiche che troviamo sul web, quella dei giochi di carte SportPesa si inserisce in un contesto di rilancio dei giochi tradizionali come scopa, scala 40 o burraco in un ambiente digitale coinvolgente e appassionante. Una dimostrazione pratica, anche in epoca di digital innovation nel settore del gaming, di come la tradizione possa trarre vantaggi notevoli in termini di giocabilità e divertimento dalle nuove tecnologie.

In fatto di novità ce n’è una non da poco e che negli ultimi tempi ha rilanciato il settore dei giochi di carte. Il protagonista è quel geniaccio del gaming di nome Richard Garfield. Alcuni lo venerano, altri darebbero un braccio per una minima parte della sua creatività. È lui infatti ad aver inventato il celebre gioco di carte Magic: The Gathering il più venduto gioco di carte collezionabili al mondo. Un gioco che ha trovato le sue declinazioni fatte di bit e pixel in una versione digitale e il cui successo il suo creatore vuole oggi bissare con il gioco di carte Keyforge – Il Richiamo degli Arconti.

Una sfida a due, dalle regole semplici e che a differenza del gioco precedente prevede un unico mazzo. Niente di tecnologico dunque, un vecchio gioco di stampo analogico, se non fosse per il fatto che ogni mazzo commercializzato è differente rispetto a tutti gli altri. Come è possibile? Grazie a un algoritmo che ha combinato le diverse carte in commercio generando miliardi di combinazioni possibili.

Come vedete non è poi così facile liberarci della tecnologia. Ma i giochi di carte continueranno comunque sempre a divertire e coinvolgere tra tradizione e innovazione.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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