Fano – Il Festival del Brodetto su “Eat Parade”

La rubrica del Tg2 campionessa di share venerdì 21 settembre sarà dedicata alla manifestazione che celebra la zuppa di pesce di Fano. Appuntamento ore 13.30 con il reportage firmato da Bruno Gambacorta

Fano, 19 settembre 2018 – Televisione sintonizzata su Rai2, venerdì 21 settembre, alle ore 13.30. Sarà infatti una puntata da non perdere quella che la rubrica del Tg2 “Eat Parade”, dedicherà al Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce.

La storica rubrica, che nel 2018 compie 20 anni, parlerà del Festival promosso da Confesercenti Pesaro e Urbino, della ricetta della zuppa di pesce fanese, di Fano e di un’altra eccellenza enogastronomica del territorio, il Bianchello del Metauro doc, vino ufficiale della 16ª edizione che si è svolta dal 5 all’8 luglio 2018.

Brodetto alla fanese 

A raccontarli sarà la voce di Bruno Gambacorta, giornalista, ideatore e curatore di Eat Parade che accompagnerà gli ascoltatori (la media è di circa 1,2 milioni di spettatori a puntata) in un goloso viaggio alla scoperta degli ingredienti del piatto di pesce più amato dell’Adriatico insieme a Marco Vegliò, chef de Il Galeone, ristorante di Fano che ha conquistato il Premio Bcc durante la sfida internazionale del Festival.

Fano – Il brodetto di Marco Vegliò 

Tutte da ammirare saranno le immagini del centro storico, della zona mare, porto e delle prime colline della valle del Metauro che si susseguiranno nel servizio che consiglierà come abbinare il brodetto alla fanese, suggerimento che si inserisce in pieno nel messaggio contenuto dal sottotitolo della rubrica del Tg2: Bere bene, mangiar sano.

Eat Parade racconterà dunque dell’abbinamento d’eccellenza della zuppa con il Bianchello del Metauro, la doc del territorio che nel 2019 celebrerà i suoi 50 anni dal riconoscimento e che sta puntando a una nuovo prestigio grazie al gruppo di produttori del Bianchello d’Autore, progetto sostenuto da Imt, Istituto marchigiano di tutela vini.

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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