Fano – È nato “Bianchello d’Autore”

Nove cantine pronte a celebrare il vino che ha fatto la storia del territorio

Fano – Svolta storica nel mondo dei produttori di vino del territorio: nasce oggi Bianchello d’Autore, il progetto che riunisce nove storiche cantine del Bianchello del Metauro DOC, con il sostegno di IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini).

Fano – I rappresentanti delle nove cantine fautrici del Bianchello d’Autore

A partecipare sono: Azienda Agricola Bruscia, Società Agricola Cignano, Azienda Agraria Claudio Morelli, Azienda Agricola “Il Conventino di Monteciccardo”, Azienda Agraria Di Sante, Azienda Agraria Fiorini, Azienda Agricola Mariotti Cesare, Azienda Vitivinicola Terracruda, Fattoria Villa Ligi.

“Se fino a qualche anno fa il Bianchello – sottolineano i produttori – era relegato a un ruolo marginale ora è arrivato il tempo di restituire il giusto valore a un vino autentico e dai grandi sapori. Abbiamo preso il retaggio degli avi arricchendolo di esperienza, innovazioni tecnologiche e metodologiche, del confronto con realtà nazionali e internazionali del mondo del vino. Siamo pronti a dare prestigio e a far conoscere il nostro ‘Bianchello d’Autore’”.

Fano – Una comunicazione raffinata per la promozione del nuovo Bianchello d’Autore

Obiettivo del gruppo è infatti sviluppare iniziative che promuovano la DOC, eccellenza nata tra le colline che, dal mare Adriatico, risalgono verso l’interno abbracciando le sponde del Metauro. Le cantine di Bianchello d’Autore sono produttrici di quasi 40 diverse etichette a base Bianchello (tipologie: bianco fermo, passito e spumante).

Fano – La presentazione dei nove produttori e del calendario delle iniziative mirate alla diffusione e promozione del Bianchello 

Già operative per promuovere il Bianchello del Metauro DOC, le cantine hanno in serbo un calendario ricco di iniziative: il Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce (7-10 settembre, Lungomare Simonetti, zona Lido): tutte le sere dell’evento, ore 21, all’interno del Palabrodetto, le cantine saranno interpreti, ciascuna con il proprio Bianchello, degli abbinamenti con i piatti del giorno.

Si proseguirà poi con la partecipazione al Festival della Cucina Italiana (22-24 settembre, centro storico di Pesaro), per terminare con l’evento clou del primo anno di “Bianchello d’Autore” che darà lustro alle cantine della DOC durante uno speciale evento pre-natalizio.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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