Ancona. Dario Riva e la propriocezione: la consapevolezza di sé nello spazio

Convegno al Palarossini di Ancona, sabato 12 novembre, a cura del comitato regionale del Coni

Ancona. Sapere in quale posizione ci si trova, sempre, anche ad occhi chiusi, migliora la nostra capacità di reagire ad eventuali stimoli esterni che potrebbero alterare il punto che occupiamo nello spazio. Una capacità ancora più importante quando si pratica sport. È la capacità propriocettiva, una particolare sensibilità, grazie alla quale l’organismo ha la percezione di sé in rapporto al mondo esterno.

Un esempio di come allenarsi per acquisire la consapevolezza di sé nello spazio che ci circonda
Un esempio di come allenarsi per acquisire la consapevolezza di sé nello spazio che ci circonda

Un’abilità che può essere allenata e migliorata con particolari training per aumentare il livello delle prestazioni sportive, ma anche per prevenire gli infortuni e come tecnica riabilitativa dopo un incidente sul campo di gara.

È di questo che si parlerà sabato prossimo, 12 novembre, a partire dalle 8.45, presso la sala riunioni del Coni Marche al PalaRossini di Ancona.

Il dottor Dario Riva, massimo esperto della propriocezione
Il dottor Dario Riva, massimo esperto della propriocezione

Se ne discuterà con il massimo esperto italiano dell’argomento, il dottor Dario Riva, pediatra e medico sportivo, preparatore atletico e consulente di numerosi atleti di diverse discipline sportive, tra cui campioni del mondo e campioni olimpionici italiani e stranieri. Riva è tra i più noti esperti internazionali di propriocezione e di entropia (disordine), del movimento.

Da oltre 15 anni, studia i movimenti antigravitari: camminare, correre, salire e scendere le scale, sedersi ed alzarsi da una sedia. Dal 1998 al 2004 ha diretto il Centro ricerche della SUISM (Scuola

Universitaria in Scienze Motorie dell’Università di Torino), dal 2000 al 2007 è stato professore a contratto di Medicina dello sport presso la stessa. Dal 2006 è presidente della International Society of Proprioception and posture. Inoltre è tra i docenti accreditati della Facoltà di Scienze motorie di Urbino.

Un esercizio di propriocezione
Un esercizio di propriocezione

Il convegno, promosso ed organizzato dalla Scuola regionale dello sport delle Marche, ha l’obiettivo di fare il punto sul training propriocettivo, e approfondire lo “stato dell’arte” di una pratica che è diventata parte importante dei programmi di allenamento e preparazione fisica della maggior parte delle specialità sportive.

Ad introdurre i lavori della giornata di studio sarà Piero Benelli, medico della nazionale italiana di volley maschile, direttore sanitario Fisioclinics di Pesaro e docente Scuola regionale dello Sport delle Marche.

Ecco il programma

Ore 8.30    Accredito dei partecipanti

Ore 8.45    Introduzione al convegno a cura del Dott. Piero Benelli

Ore 9.00 Controllo propriocettivo e appoggio monopodalico nel movimento umano, i sistemi    informativi:                    stabilizzatore primario e secondario – Dott. Dario Riva

Ore 11.00   Coffee break

Ore 11.15 La valutazione strumentale. Endurance propriocettiva e rimodellamento strutturale. Traumi                            impulsivi e overuse syndromes – Dott. Dario Riva

Ore 13.00    Light Lunch

Ore 14.00    Valutazione del rischio infortunio e azioni preventive. Presentazione di casi reali.

Prevenzione infortuni:interventi aspecifici o disciplina-specifici? – Dott. Dario Riva

Ore 16.00    Dibattito, conclusioni e consegna degli attestati

 

Redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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