Daniele Bartocci fra i trenta migliori Millennials d’Italia

Il giornalista jesino premiato a Roma per la saggistica sportiva

Jesi, 13 luglio 2019 – Tra i 30 migliori Millennials del nostro Paese c’è anche il giornalista marchigiano Daniele Bartocci. Lo scorso mercoledì, nell’imponente location dell’Accademia di Francia a Roma, alla presenza di insigni professori, onorevoli, professionisti, imprenditori e big dello sport e dello spettacolo, il giovane jesino è stato proclamato vincitore del premio per talenti ‘Myllennium Award’, il primo premio generazionale in Italia (che vanta la Medaglia di bronzo del Senato) organizzato dal Gruppo Barletta, leader nel mercato immobiliare, e dedicato ai Millennials ovvero i nati tra gli anni Ottanta e i primi anni Duemila.

Daniele Bartocci

La serata, condotta da Pierluigi Pardo e Margherita Granbassi, ha visto premiare il talento di 30 giovani menti italiane in vari ambiti (sportivo, imprenditoriale, cinematografico, scientifico. ecc.). Il Comitato d’Onore, composto tra gli altri dal Presidente del Coni Giovanni Malagò e dal Direttore Generale Presidenza Consiglio dei Ministri Francesco Tufarelli, e il Comitato Tecnico del Premio formato da alte cariche dirigenziali e campionesse olimpiche come Giulia Quintavalle e Silvia Salis, hanno voluto premiare lo jesino Daniele Bartocci nella Sezione Saggistica sportiva, grazie ad un elaborato inedito (circa 40 pagine)  di carattere storico su Julio Velasco, personaggio tra i più vincenti della storia dello sport mondiale ed ex allenatore della Tre Valli Volley Jesi in serie A2.

Roma – Villa Medici

All’Accademia di Francia (Villa Medici) hanno partecipato oltre 500 ospiti tra cui il cantante Irama che ha sfoggiato una spettacolare live performance. Per Daniele Bartocci è il quinto premio nazionale, in ambito comunicazione sportiva e giornalismo, dopo i successi in vari progetti come Talenti per la Crescita e Google Eccellenze Digitali. Bartocci a fine 2018 era stato premiato come giornalista ad Overtime Festival, a inizio anno all’Ordine dei Giornalisti di Napoli per il Premio giornalistico nazionale Mimmo Ferrara, quindi a Torino dallo storico capitano juventino Beppe Furino per la cerimonia di Racconti Sportivi 2019 in occasione del Salone del Libro.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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