Concorso multimediale Conerobus, in palio un Capodanno a Monaco

Il termine per la consegna dei lavori è fissato per venerdì 25 novembre entro le ore 13

Ancona. C’è ancora tempo per partecipare al concorso di idee indetto da Conerobus e rivolto agli abbonati. È stato infatti prorogato fino a venerdì 25 novembre alle ore 13 il termine per la consegna dei lavori.

autobus

“No ticket no right” il titolo del contest multimediale lanciato dall’azienda di trasporto pubblico locale, con in palio per il vincitore un viaggio a Monaco per tre persone in occasione del Capodanno, con pernottamento in hotel a 4 stelle, cena, accompagnatore e trasferimenti. Partecipare è semplice: basta inviare all’indirizzo mail comunica@alceomoretti.it una proposta creativa e originale, anche basata sulla propria esperienza diretta nel bus, per veicolare un messaggio ben preciso: il rispetto delle regole, degli altri passeggeri e del personale di bordo, il contrasto a qualsiasi forma di abuso e prevaricazione, il rispetto della legalità e delle buone norme di comportamento civile.

«Il concorso ha una duplice finalità – ha sottolineato Muzio Papaveri, presidente di Conerobus – da una parte sensibilizzare gli utenti al rispetto delle regole, in primis quella di munirsi di regolare biglietto, che è il passaggio necessario per diffondere una cultura della legalità. Dall’altra coinvolgere soprattutto i giovani che possono dare il loro contributo creativo alla nostra comunicazione attraverso idee efficaci e originali».

Muzio Papaveri,
Muzio Papaveri, presidente di Conerobus

Ogni forma espressiva è ben accetta, anche all’insegna della multimedialità e dell’interazione social: dalle immagini alla grafica, dall’audio-video alle animazioni, dalle performance artistiche ai contenuti online. Basta dare spazio alla creatività e diffondere il messaggio a un pubblico il più ampio possibile. I primi tre lavori che otterranno su Facebook il maggior numero di “Mi piace” (si potrà votare fino al 10 dicembre) verranno sottoposti alla valutazione della giuria che assegnerà il premio. Il vincitore verrà comunicato il 14 dicembre.

 

Redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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