Il forziere di Paperon de Paperoni è nel cuore di Asti

Asti – Il deposito di Paperon de Paperoni si trova nel cuore medioevale di Asti. Si tratta della torre del palazzo Gazzelli di Rossana, in centro città. A rivelarlo sono stati  alcuni turisti americani in visita in Piemonte. Alla vista del monumento nelle guide turistiche, hanno preso contatto con la proprietaria e le hanno spiegato la storia.

La torre di palazzo
La torre di palazzo Gazzelli di Rossana, ad Asti, che pare abbia ispirato il disegnatore Carl Barks nel disegnare la casa-forziere di Paperon de Paperoni il ricco personaggio della Walt Disney

Carl Barks, il fumettista che inventò Paperon de Paperoni nel 1947, raccontò più volte di essersi ispirato a una torre di epoca medioevale, di proprietà dei Lombriasco, una famiglia di banchieri italiani.

La torre cassaforte della città di Alfieri è di origine tardo duecentesca.  È a canna chiusa con pochissime aperture, salvo il portale d’ingresso a sesto acuto, con cornice in cotto e tufo alternata, e tre finestre a diversi livelli, inoltre vi sono due feritoie sul lato nord.

Ne fu proprietario  Pietrino del Ponte di Lombriasco. Era secondo gran maestro dell’ordine di Malta. Al suo esterno, la torre presenta infatti simboli massonici. A Walt Disney erano ben noti. La sua appartenenza alla Massoneria è stata infatti argomento di curiosità e dibattito per molto tempo.

deposito

Il disegnatore di Disney la decorò soltanto con il simbolo del dollaro e la innalzò sulla storica collina Ammazzamotori a Paperopoli.

Proprio come a Paperone, ai Lombriasco serviva da forziere per le monete d’oro.

Barks la immaginò invece  deposito di denaro solo per due terzi. La restante parte è occupata dagli uffici di Paperone e di Miss Paperett, dalla cucina e dalla camera da letto del miliardario e di Battista.

Nell’immaginario disneyano c’è anche spazio per una fornitissima biblioteca.


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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