Ancona – Nuova apertura Yum Yum in Corso Mazzini

Una location nuova e accogliente dedicata all’unconventional sushi

Ancona, 15 dicembre 2018 – Da domani pomeriggio (16 dicembre) alle ore 18, si inaugura Yum Yum il localino nel cuore di Ancona dedicato all’unconventional sushi.

Una location nuova, calda e accogliente per assaggiare tutto il sapore dell’Asia e non solo.

Nel menù di Yum Yum ci sono piatti di sushi non convenzionale come gli uramaki con mais piccante, salmone e maionese al wasabi o gambero fritto e avocado. In ogni piatto del menù di Yum Yum si scoprono sapori e colori frutto della ricerca e dell’amore per una cultura millenaria come quella del sushi.

E per chi non è amante dei rolls, nessun problema!

Yum Yum è anche street food, ma rigorosamente nikkei cioè di ispirazione asiatica e sud americana. Da provare il poke hawaiano, i ravioli gyoza o le polpettine di tonno.

Da Yum Yum si fa il giro del mondo tra sapori, colori e piatti speciali. La promessa è: solo ingredienti freschissimi, amore e rispetto per quello che viene offerto nel menù e la voglia di farvi sentire come a casa.

L’appuntamento è in Corso Mazzini 32 ad Ancona alle ore 18 per brindare insieme all’apertura di Yum Yum Unconventional Sushi. È prevista anche la presenza del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli.

Intanto, ecco le pagine social già attive:

Sito web:  http://www.yumyumfood.it/

Facebook:  https://www.facebook.com/yumyumunconventionalsushi/

Instagram:  https://www.instagram.com/yumyumunconvetionalsushi/

 

di Paolino Giampaoli


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I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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