Ancona – Il tributo a Franco Corelli su Radio ICN New York

Diretta in radio a New York e su Facebook, con Silvia Tamburriello da Ancona ed Anthony Pasquale da New York

Ancona, 4 novembre – Dalle 16 alle 17 ora italiana, dalle 10am alle 11am ora di New York, la puntata odierna di “Cari Amici Vicini e Lontani”, nel  collegamento da New York tra Anthony Pasquale  di Radio ICN New York, la principale radio della comunità italiana a New York, e  Silvia Tamburriello, da Ancona, corrispondente di Radio ICN New York per le Marche, sarà intitolata Franco Corelli tra passato presente e futuro, sul nostro grande tenore che da Ancona ha portato la sua grande voce nei più grandi teatri del mondo.

Con ospiti collegati da Ancona, il baritono Giacomo Medici, il presente della lirica delle Marche, figura di spicco nel panorama italiano e dai grandi successi in America Latina ed in altri paesi del mondo, con Marco Corelli cugino del tenore che racconterà la grande carriera ed i riconoscimenti, ma anche le particolarità della sua voce ineguagliabile, con Michelangelo Sapienza da New York che lo conobbe all’inizio della sua carriera dei concerti oltreoceano, si racconterà il passato ed il presente che rimane nel cuore di chi ama la lirica ed ha amato ed apprezzato Franco Corelli.

Il tenore Franco Corelli

Il futuro del ricordo e del ripercorrere le sue orme, è dato dalla encomiabile opera della Andrea Bocelli Foundation, che ad inizio ottobre ha inaugurato l’Accademia della Musica a Camerino, intitolandola proprio a Franco Corelli, per perpetrare il suo ricordo ed essere fonte di ispirazione per i grandi talenti marchigiani del futuro.

Sarà proprio Veronica Berti Bocelli, Presidente della ABF Andrea Bocelli Foundation, insieme a Laura Biancalani, a raccontare in trasmissione lo spirito che ha portato alla realizzazione della Accademia Franco Corelli, a Camerino,  una Città della regione affamata di ritornare ad essere riferimento della Cultura e della Musica.

Promo della puntata sulla Pagina Facebook:

https://www.facebook.com/SilviaTamburrielloOnICNRadio/videos/859861277887783/

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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