Ancona – Gianluca parte per la Grecia grazie all’album della Conerobus

Consegnato stamattina il premio del concorso Conerobus, l’ultima iniziativa promossa dall’azienda del trasporto pubblico locale in collaborazione con Anek Lines

Ancona, 5 agosto 2019 – Si chiama Gianluca Marini il vincitore del concorso a premi indetto da Conerobus con l’album delle figurine da collezionare con gli storici mezzi di trasporto. A partecipare era stata sua figlia Cecilia, che però non potrà partire per esigenze di studio. Così la giovane anconetana ha deciso di regalare ai suoi genitori una vacanza per due persone in Grecia: il pacchetto prevede pernottamento sul traghetto e soggiorno in appartamento su una delle Isole Ioniche. La nave, che salperà il prossimo mese, non può che essere una Anek Lines, partner del concorso.

Per vincere questa vacanza Cecilia ha collezionato nove differenti biglietti Conerobus all’interno di un apposito coupon, dal titolo “Scegliere il bus ti premia!”: dalla prima vettura per il servizio pubblico trainata dai cavalli, agli autobus degli anni ‘60 e ‘70, fino ai nuovissimi mezzi di ultima generazione. Le belle immagine dei biglietti da collezionare includevano sullo sfondo incantevoli scorci e monumenti di Ancona, Jesi e Senigallia; ciascun titolo di viaggio era abbinato ad un differente tipo di biglietto: urbano di corsa semplice, di andata e ritorno, biglietto inserito nel carnet multiplo urbano e ticket extraurbano, con tariffe diverse a seconda delle tratte.

Ancona – Premiazione Anek Lines Album Conerobus – da sinistra: Massimo Di Giacomo (Ceo Anek Lines Italia), Ilaria Volpini (Direttore Tecnico Anek Lines), il vincitore Gianluca Marini e Muzio Papaveri (Presidente Conerobus S.p.a.).

«L’obiettivo del concorso era raccontare la storia di Conerobus attraverso le immagini dei mezzi di trasporto, premiando la nostra fedele utenza – ha affermato il presidente dell’azienda, Muzio PapaveriStoria e futuro si sono così ritrovati assieme per il concorso organizzato dalla nostra azienda, che con la recente approvazione del piano di sviluppo ha confermato di mettere la tecnologia in primo piano, con mezzi all’avanguardia e rispettosi dell’ambiente».

«Siamo soddisfatti di aver contribuito al premio del concorso, permettendo così ad una coppia di viaggiare da Ancona verso la splendida Grecia, da sempre tradizionale meta di vacanza, verso la quale forniamo un collegamento diretto dal 1989» ha dichiarato Massimo Di Giacomo, Ceo di Anek Lines Italia.

«Non pensavamo proprio di aggiudicarci addirittura il primo premio – ha dichiarato Gianluca Marini, ritirando questa mattina il premio all’interno dell’Anek store in Via XXIX Settembre ad Ancona – Non è stato facile riuscire a reperire tutte le differenti tipologie dei biglietti, ma mia figlia Cecilia ci ha coinvolti tutti, ed in casa partecipare a questo concorso è diventato una sorta di gioco. In famiglia ciascuno ha dato il proprio apporto, contribuendo a scovare i biglietti più difficili, proprio come quando da piccoli si facevano gli album delle figurine».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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