Ancona – Elezioni Amministrative 2018: il corpo elettorale

Cosa fare se non si è in regola con la tessera elettorale

Ancona, 1 giugno 2018 – Saranno  38.063 maschi e 42.488 femmine, per totale di 80.551 anconetani, coloro che saranno chiamati alle urne il 10 giugno prossimo per la consultazione elettorale amministrativa.

Fra questi, compresi anche  206 cittadini dell’Unione Europea (72 maschi e 134 femmine), residenti nel Comune di Ancona che hanno presentato domanda di iscrizione nella apposita lista elettorale aggiunta per esercitare il diritto di voto per le prossime elezioni amministrative.

Il palazzo sede del Comune di Ancona in Piazza XXIV Maggio

Gli elettori residenti all’estero iscritti nelle liste elettorali del Comune di Ancona: sono in tutto 5.472 (di cui 2.748 maschi e 2.724 femmine).

I 18enni chiamati al voto per la prima volta sono 223 (105 maschi e 118 femmine) e si tratta di giovani che hanno raggiunto o raggiungeranno la maggiore età nel periodo ricompreso tra il 4 marzo (data dell’ultima consultazione, elezioni politiche) e il 10 giugno (prossima consultazione, elezioni amministrative).

L’elettore più giovane e l’elettore più anziano: ci sono due elettrici che compiono gli anni proprio il giorno della votazione (10 giugno) e due elettori nati nel 1913 (rispettivamene a gennaio  e ottobre) che rappresentano i votanti più anziani, con i loro 105 e 104 anni.

Dove si vota. Si potrà votare nelle sezioni collocate in tutto il territorio comunale e nei seggi speciali: saranno allestite  100 sezioni di cui  3 sezioni ospedaliere con 6 seggi speciali e 10 seggi volanti, allestiti in case di cura.

La consultazione elettorale si svolgerà nella giornata di domenica 10 giugno, dalle 7.00 alle 23.00.

Tessera elettorale

Per votare occorre essere muniti dell’apposita tessera elettorale.

Le tessere elettorali che ancora non sono state ritirate sono in tutto 5.351 di queste 4.385 sono relative agli elettori residenti all’estero.

Cosa fare in caso di:

  1. Tessera elettorale esaurita, smarrita o deteriorata:
    gli elettori sono invitati a recarsi in tempo utile in Comune in Piazza XXIV Maggio 1 – salone Anagrafe (1° piano).

E’ necessario portare con sé un documento di riconoscimento e, in caso di esaurimento degli spazi, la vecchia tessera elettorale. Per le persone che non possono recarsi in Comune è possibile delegare un incaricato.

  1. mancata consegna della tessera elettorale (perché l’elettore non è stato reperito dai messi incaricati e/o per i nuovi elettori del Comune) e comunicazioni elettorali: i cittadini sono invitati a recarsi in tempo utile in Comune in Piazza XXIV Maggio 1 – ufficio messi notificatori (2° piano).

– da lunedì 4 giugno a giovedì 7 giugno:
dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00

– venerdì 8 giugno e sabato 9 giugno: dalle ore 9.00 alle 18.00

– domenica 10 giugno: dalle ore 7.00 alle 23.00

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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