Ancona dedica il belvedere del Passetto a Virna Lisi

Domenica 29 ottobre cerimonia d’inaugurazione con proiezioni di alcuni suoi film al Teatro delle Muse

Sabato 28 e domenica 29 ottobre la città di Ancona renderà omaggio a Virna Lisi, attrice tra le più note e apprezzate del cinema italiano e internazionale e della televisione, scomparsa a 78 anni a Roma, nel 2014, a causa di una rapida e incurabile malattia.

Virna Lisi, che era nata ad Ancona, con la sua personalità, la sua classe, la sua serietà, la sua bellezza straordinaria, ha lasciato una traccia indelebile nel mondo del cinema e della tv e un senso di nostalgia e rimpianto negli italiani abituati a vederla comparire fino agli ultimi anni della sua vita, e della sua formidabile carriera, nel piccolo schermo, con uno sguardo ed una voce che non si possono dimenticare.

Nel giugno 2015, Fiorella Natella Seccia, presidente del Club Service “Inner Wheel Ancona Riviera del Conero”, club femminile legato per sua natura al Rotary International, aveva sollecitato l’Amministrazione di Ancona affinché intitolasse una via o una piazza all’attrice.

Ancona – La scalinata al Passetto che dal Monumento ai Caduti scende fino al mare

Oggi, l’Amministrazione comunale ha individuato nello spazio della scalinata che scende dal Monumento ai Caduti fino al mare lo spazio giusto da dedicare alla grande interprete: «Offrendo così alla nostra città di Ancona che le diede i natali – sottolinea la prof. Natella – il modo di ricordare con degno riconoscimento questa donna di fama internazionale, antidiva per eccellenza, che si è contraddistinta per la sua attività artistica».

Premi per le sue interpretazioni che vanno dai  David di Donatello ai Nastri d’argento, dal Globo d’oro alle Grolle d’oro, oltre ai diversi premi onorari. Lo spunto a questa richiesta, peraltro, era stato offerto da una invito della Regione ai Comuni perché nelle Marche troppo poche sono le vie dedicate a personaggi femminili.

In concomitanza con l’inaugurazione del “Belvedere Virna Lisi”, che avverrà domenica 29 ottobre, l’Amministrazione ha pensato di organizzare una serie di eventi collaterali per ricordare la sua concittadina tanto amata.

 

Un’immagine di Virna Lisi nel pieno splendore della sua carriera d’attrice

Sabato 28 ottobre, nell’ambito di “Cinemuse” al Teatro delle Muse, a partire dalle ore 17,00  la proiezione no-stop di tre film rappresentativi della sua carriera: “Come uccidere vostra moglie” (regia di R.Quine); “Tenderly” – prima assoluta (regia di F.Brusati) e “Al di là del bene e del male” (regia di Liliana Cavani).

A condurre questo straordinario pomeriggio di proiezioni cinematografiche sarà il prof. Antonio Luccarini,  critico d’arte e cinematografico, noto interprete della realtà culturale dorica. Presso il teatro sarà allestita una mostra con le locandine e i manifesti dei film che hanno reso celebre Virna Lisi.

Domenica 29 ottobre, alle ore 12, alla presenza delle Autorità e dei familiari dell’attrice, al Passetto la cerimonia d’inaugurazione del belvedere, con l’intervento del prof. Antonio Luccarini,  cui seguirà la performance della coreografa e danzatrice anconetana Simona Lisi lungo la scalinata.

Nel pomeriggio, alle ore 18, verrà proiettato al Teatro delle Muse il documentario “Jiri Kylian, forgotten memories” di Don Kent e Christian Dumais-Lvowski e quindi, in prima nazionale, il cortometraggio “Scalamare” girato lo scorso anno da Kylian sulla scalinata del Passetto. Alla proiezione seguirà l’incontro con l’artista.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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