Ancona- Biglietti e abbonamenti Atma con un click: ecco la nuova app

Collegamenti, orari e la fermata più vicina a portata di smartphone

Ancona – Trasporti sempre più digital: arriva Atma, la app ufficiale del consorzio con la quale, direttamente dal proprio smartphone, è possibile acquistare biglietti e abbonamenti dei bus, consultare liberamente le tabelle orari e ricercare soluzioni di viaggio.

La schermata sul telefonino della nuova app di Atma
La schermata sul telefonino della nuova app di Atma, l’azienda di trasporti e mobilità di Ancona e provincia

Sviluppata con l’obiettivo di offrire agli utenti un’innovativa soluzione comoda e funzionale, la  nuova applicazione, già operativa, mette a disposizione dell’utenza tutte le informazioni aggiornate in tempo reale su autobus e tragitti, aiutando i viaggiatori a raggiungere la fermata più vicina, la propria destinazione di viaggio e a scegliere tra le combinazioni di linee proposte.

«Il nostro consorzio – sottolinea il presidente di Atma Muzio Papaveri – è sempre alla ricerca di nuove soluzioni per favorire gli spostamenti degli utenti. Con la app ufficiale Atma puntiamo a proporre un servizio ancor più funzionale ed efficiente che consenta di rendere il viaggio semplice e comodo. L’applicazione è stata pensata per agevolare i cittadini ma anche i turisti, che possono pianificare con precisione i propri spostamenti sulle reti urbane ed extraurbane gestite dall’azienda – spiega Papaveri – senza inutili attese alle fermate e con la certezza di avere sempre a disposizione informazioni chiare ed aggiornate. Inoltre, nel corso dell’anno, l’applicazione si arricchirà di altre funzionalità per soddisfare a pieno le esigenze dei nostri utenti».

Aggiunge l’assessore ai Trasporti Ida Simonella: «Una app dedicata è un’opportunità interessante ed è in linea con l’obiettivo dell’amministrazione comunale di andare sempre più verso l’erogazione dei servizi ai cittadini con formule innovative. Particolare attenzione è rivolta all’ utenza giovanile, che può anche beneficiare di agevolazioni tariffarie».

Muzio Papaveri,
Muzio Papaveri, presidente di Conerobus

Per utilizzare il servizio basta scaricare la app gratuita Atma, disponibile per Apple Store e Google Play. Sulla schermata home è possibile interrogare con un semplice click le tre sessioni del servizio.

La prima, “soluzioni di viaggio”, permette di digitare l’indirizzo di partenza e destinazione, visualizzare il dettaglio delle differenti corse, la mappa del tragitto scelto e i minuti mancanti all’arrivo del mezzo. In questa fase è possibile staccare il biglietto virtuale.

La seconda, “tabellone e orari”, consente invece di trovare le fermate più vicine alla propria posizione, le linee facenti capo alla specifica fermata e gli orari dei passaggi delle varie corse.

La terza, “biglietteria”, permette di acquistare direttamente il ticket singolo e comprare o rinnovare l’abbonamento. Salire sul bus con il biglietto o abbonamento a portata di smartphone è semplicissimo: è sufficiente scegliere la tipologia di titolo che si desidera acquistare, dare conferma e selezionare il metodo di pagamento tra quelli proposti: carta di credito, borsellino elettronico ricaricabile di myCicero, sistemi Sisalpay, Pagonline di Unicredit e Bemoov. Il biglietto acquistato viene scaricato e salvato all’interno della app e, per la sua attivazione, va convalidato prima di salire a bordo inquadrando con il telefonino il QrCode presente sulle porte di salita del bus.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

© riproduzione riservata


link dell'articolo