25 novembre: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Ad Ancona, fino al 5 dicembre, varie iniziative con il supporto del Comune

Ancona – Sabato 25 Novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una tematica purtroppo di estrema attualità in questi ultimi anni fatti di centinaia di casi di femminicidio. E non solo, se si pensa alla recente campagna contro gli stupri e le molestie nel mondo dello spettacolo a livello mondiale.

Ad Ancona, accompagnate da un costante impegno del Comune, sono tante le iniziative messe in campo per sottolineare il tema e farne momenti di riflessione.

A partire dal 25 e fino al 29 novembre, la facciata del  Teatro delle Muse sarà illuminata di arancione. il Comune, per il secondo anno, aderisce all’Orange Day, una giornata dedicata alla sensibilizzazione rispetto al tema della violenza di genere. Una campagna UNiTE to End Violence against Women, lanciata nel 2008 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Sempre al Teatro delle Muse il 25 novembre alle ore 17, CineMuse – proiezione del film “L’amore rubato” (ingresso libero) e a seguire dibattito con il pubblico sul tema della violenza contro le donne. Intervengono l’assessore ai Servizi sociali e Pari Opportunità Emma Capogrossi, la presidente del Forum delle Donne di Ancona Laura Pergolesi, per l’ordine degli avvocati Paola Mazzocchi e Raffaella Bresca. Introduce e coordina Gabriella Nicolini, avvocato e Presidente Marche Teatro. Partecipano al dibattito con il pubblico numerosi esperti tra cui Carlini, Bezzeccheri e Contucci.

Le iniziative proseguono a dicembre.

Venerdì 1 dicembre alle ore 17.15 a palazzo Camerata (via Fanti 9, Ancona) incontro pubblico “Genere e Linguaggio: come si parla delle donne in Italia?” con Cecilia Robustelli, linguista, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia e collaboratrice dell’Accademia della Crusca. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione di Donne “SEMAJ – Seminari Magistrali di Genere Joyce Lussu Ancona. Introduce Claudia Gambini, docente in Filosofia e Storia, e interviene Pina Ferraro Fazio, Consigliera di Parità della Provincia di Ancona.

Martedì 5 dicembre ore 16, Museo Archeologico Nazionale delle Marche (Sala conferenze): “Matrimonio/Patrimonio contributo a un percorso di conoscenza del Diritto”, incontro con esperti di archeologia e diritto. Intervengono Emma Capogrossi, assessore ai Servizi sociali, Laura Pergolesi, presidente del Forum delle Donne di Ancona, Serenella Bachiocco, presidente dell’Ordine avvocati di Ancona e  Meri Marziali, presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Marche.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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