Loreto. Si torna a sognare con il Campionato regolarità moto d’epoca

Loreto. Fine settimana all’insegna delle  moto da fuoristrada con il Campionato italiano regolarità moto d’epoca gruppo 5 Due Valli, trofeo Franco Ottaviani , organizzato dal Moto club Gruppo Sportivo Sorci Verdi.

La spettacolare gara di regolarità è dedicata alla memoria dell’industriale argentiero Franco Ottaviani, fautore del motociclismo cross enduro fin dagli anni ’70 nella zona racchiusa fra le valli del Musone e del Potenza, nei territori di Loreto e Recanati.

Una foto storica: la discesa delle moto d'epoca lungo la scalinata Traversa della Croce
Una foto storica: la discesa delle moto d’epoca lungo la scalinata Traversa della Croce

Le gare saranno due, distinte, una sabato 17 e l’altra domenica 18 settembre. Entrambi valevoli per il Campionato Italiano regolarità d’epoca. Un vero e proprio tuffo nel passato, per gli appassionati, che vedranno di nuovo su strada moto mitiche che hanno cessato la produzione entro il 1986, limite massimo per chi volesse partecipare. .

La gara di sabato 17, tre giri da 40 km. per  un totale di 120, partirà alle ore 9 dal centro di Recanati e affronterà subito la prova speciale cronometrata in zona Addolorata. A seguire, controllo orario presso la piscina Baldoni dove, nel campo sovrastante, si terrà la seconda prova speciale di 4000 mt.

Terminata la prova speciale, piloti e mezzi attraverseranno la frazione di Villa Musone, dove è previsto un controllo timbro presso Piazza Kennedy. Terza prova speciale in linea in direzione di Recanati.

Domenica 18 la prova sarà simile ma i giri scenderanno a due, per un totale di 80 km.

All’interno della due giorni verrà assegnato il trofeo Franco Ottaviani, riservato esclusivamente alle squadre di club formate da tre piloti, partecipanti a tre diverse categorie e con  moto di regolarità enduro costruite fino al 1981.

La gara, che risale agli anni ’70, nel passato è risultata essere molto spettacolare e caratteristica per via del percorso inusuale. Prevedeva l’attraversamento del centro storico di Loreto: le moto risalivano da Villa Musone per la Costa di Ancona e, dopo avere attraversato Via Fratelli Brancondi (Montereale), scendevano per la scalinata Traversa della Croce, per poi proseguire verso Recanati.

Oggi, per ragioni logistiche e di traffico il percorso è cambiato, ma resta pur sempre spettacolare.

Questa due giorni di moto d’epoca, ne siamo certi, sarà in grado di riportare indietro nel tempo moltissimi lauretani. Sono moto che appartengono ai loro ricordi di gioventù, fuori commercio da diversi decenni. Moto che hanno comunque accompagnato e fatto la storia del fuoristrada nazionale e internazionale.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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