Loreto – La Fondazione Ca.Ri.Lo. dona 16 computer alla scuola di Villa Scalabrini

L’ennesimo gesto di solidarietà della città

Loreto – Ancora un gesto di solidarietà dalla città. Questa volta è scesa in campo la Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto con una donazione di ben 16 computer. Destinatario dell’elargizione l’istituto comprensivo “Mons. Paoletti” ospitato a Villa Scalabrini.

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Il “Paoletti” è frequentato da 76 alunni delle classi elementari e medie provenienti dai Comuni terremotati del maceratese, alloggiati con le loro famiglie in diverse strutture lungo la costa. La cospicua donazione della Fondazione va ad integrare il materiale dell’aula di informatica.

Alla cerimonia hanno presenziato la presidente della fondazione Fulvia Marchiani e il suo vice Claudio Rossi; il sindaco di Loreto Paolo Niccoletti, il presidente della Fondazione di Ascoli Piceno e vice presidente dell’Acri Vincenzo Marini e, per finire, Angela Massaro e Gabriele Torquati dirigenti degli istituti comprensivi Solari ed Einsten Nebbia.

Silvia Marchiani,
Fulvia Marchiani, presidente della Fondazione Ca.Ri.Lo

Gli studenti hanno dato il via alla cerimonia di consegna intonando l’inno dell’istituto. «Gli alunni ora hanno una strumentazione migliore rispetto ai plessi di provenienza» ha esclamato soddisfatto il dirigente scolastico Gentili, esternando il ringraziamento da parte di studenti e insegnanti.

Fulvia Marchiani ha motivato la mission della Fondazione Ca.ri.lo: «Il nostro dovere è quello di investire nella formazione delle nuove generazioni – ha sottolineato – perché vuol dire investire nel futuro dei nostri ragazzi e dei nostri territori».

Il sindaco Niccoletti, dal canto suo, ha voluto ribadire che: «le risorse che le Fondazioni dispongono, ed in particolare quelle della Ca.ri.lo, sono il frutto del lavoro prodotto nel corso degli anni da tante persone e imprese».

Un momento della cerimonia di consegna dei computer a Villa Scalabrini
Un momento della cerimonia di consegna dei computer a Villa Scalabrini

Grande soddisfazione per la donazione da parte di insegnanti ed alunni, che ora potranno riprendere ad utilizzare la piattaforma informatica Google for education, per lo studio interattivo.

Con il gesto della Fondazione Ca.ri.lo, uno dei tantissimi qui a Loreto, è stato messo un altro piccolo mattone verso il ritorno alla normalità dei tanti ragazzi sfollati. Un segno tangibile per dimostrare loro, e alle loro famiglie, che nonostante le avversità non sono stati lasciati in balia degli eventi e delle calamità.

A chiudere in bellezza la cerimonia hanno pensato gli allievi dell’Istituto Alberghiero “Nebbia” che, oltre a preparare il buffet finale, hanno fatto dono a tutti gli studenti di un sacchetto di cioccolatini fatti con le loro mani.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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