Il parlamentare bielorusso Igor Zavalei in visita nelle Marche

Inaugurata la rassegna ‘Amici senza confini’ a Loreto continua la sua visita a Recanati (30-31 agosto) e la conclude a Massa Fermana (1° settembre)

Loreto, 28 agosto 2022 – Igor Zavalei, membro del Comitato permanente per l’assistenza sanitaria, la cultura fisica, la famiglia e la politica giovanile della Camera dei rappresentanti dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Bielorussia, si trova nelle Marche e vi resterà fino a venerdì 2 settembre.

La sua presenza è stata richiesta dall’associazione Egam (associazione di eventi gastronomici artigianali Marche, promossa da Simone Trasarti di Luce Cretarola, Sant’Elpidio a Mare), per dare il via alla rassegna Amici senza Confini, un incontro culturale tra Italia, Bielorussia e Ucraina, con la direzione artistica di Nicola Convertino.

Il parlamentare bielorusso Igor Zavalei

L’iniziativa propone scambi culturali e artistici fra le tre nazioni, compresa la moda e la musica ed ha il patrocinio della Regione Marche. “Amici senza Confini” ha debuttato sabato 27 agosto a Loreto, in Piazza dei Galli, con Look of the Year; martedì 30 e mercoledì 31 agosto sarà a Recanati davanti al Caffè Piazza Leopardi (martedì 30 con The Look of The Year Fashion Show, e  mercoledì 31 con Sanremo Music Awards), per terminare con l’evento clou giovedì 1° settembre a Massa Fermana, al Castello Porta Sant’Antonio con il fashion show.

Come già detto, sabato 27 verso le ore 13, per l’occasione, è arrivato a Loreto l’on. Igor Zavalei che ha gustato le tagliatelle al tartufo cucinate dalla Locanda degli Angeli. Successivamente si è spostato in un camping di Numana, dove erano già arrivati artisti e modelle dalla Bielorussia che poi, ieri sera, hanno partecipato alla serata lauretana di Look of the year mirata a proporre alcuni marchi Bielorussi.

«L’Italia per noi è il paese della cultura per eccellenza – ha detto Igor Zavalei, per la prima volta in Italia e nelle Marche – Molti dei nostri concittadini, quando erano bambini sono stati accolti in Italia e nelle Marche con i cosiddetti “soggiorni di risanamento”, presso famiglie disposte a ospitare temporaneamente i minori provenienti dalle zone contaminate. Tra i bambini accolti dall’Italia c’era anche mia moglie Veronika. Sono qui perché è un piacere venire in Italia, per l’invito rivoltomi dall’amico Simone Trasarti e perché ci avete aiutati accogliendo i nostri bambini dopo il disastro di Chernobyl».

Un’immagine di repertorio di The look of the year

Trentasei anni fa esplodeva il reattore 4 della centrale “Lenin” a 100 chilometri da Kiev, ma ci vollero giorni per sapere che nell’Unione Sovietica si era verificato il più grave disastro atomico della storia. In Europa e anche in Italia si diffuse il panico per la nube radioattiva. Un solo ingegnere in Svezia, Cliff Robinson, se ne era accorto. Era il 26 aprile del 1986.

Le conseguenze di quel disastro nucleare scossero il mondo e innescarono una gara di solidarietà, soprattutto in favore dei bambini, i più esposti agli effetti nocivi delle radiazioni. Nacquero così, nei primi anni ’90, in Italia e in altri Paesi – i cosiddetti “soggiorni di risanamento” presso famiglie disposte a ospitare temporaneamente i minori provenienti dalle zone contaminate.

L’Italia è stata in prima linea nell’accoglienza temporanea dei minori. Dietro questa macchina dell’ospitalità c’è stato il lavoro di enti, associazioni, istituzioni, ma soprattutto l’amore di tante famiglie che hanno aperto le porte delle loro case.

«L’Italia è stato uno dei primi Paesi a dare il proprio aiuto alla Bielorussia dopo il disastro di Chernobyl. – continua Igor Zavalei – Con i progetti di accoglienza temporanea sono arrivati in Italia oltre 500 mila bambini. Vi siamo molto riconoscenti». Ora i bambini accolti in Italia sono grandi, sono passati circa 30 anni e quel gesto è ancora nel loro cuore. Sono rimasti innamorati dell’Italia, della loro calda accoglienza, del cibo italiano e della sua bellezza.

Nel sottolineare che probabilmente incontrerà uomini politici italiani, Zavalei ha tenuto a precisare: «Il popolo bielorusso e il popolo italiano saranno sempre vicini e amici, non è cambiato niente e non cambierà niente. La Bielorussia terrà sempre le sue porte aperte all’Italia e la nostra partecipazione all’inziativa “Amici senza Confini” è la dimostrazione della volontà di restare aperti e ospitali, con scambi nei settori sportivi, culturali ed enogastronomici».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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