A Loreto l’assemblea 2018 di Feding Marche

Si è tenuta presso la sala consiliare del Municipio la prima plenaria dopo il rinnovo del mandato elettivo 2017/2021 dei rappresentanti degli ordini degli ingegneri delle Marche

Loreto – Una sala consiliare del Comune di Loreto particolarmente gremita, ha salutato l’Assemblea 2018 di Feding Marche, un importante momento di confronto tra i consiglieri dei cinque Ordini degli Ingegneri delle province marchigiane che insieme costituiscono la Federazione Regionale.

L’Assemblea annuale è la fondamentale sede di incontro, in cui si definiscono gli indirizzi e le linee guida per le attività del Consiglio, che è l’organo esecutivo della Federazione.

Loreto – La platea intervenuta all’Assemblea Feding Marche

Quest’occasione ha rivestito una particolare importanza perché, dopo il rinnovo del mandato elettivo 2017-2021, è stata la prima riunione plenaria dopo il recente insediamento dei cinque Consigli Provinciali federati.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Loreto Paolo Nicoletti e dell’assessore Regionale Moreno Pieroni, il presidente di Feding Marche Massimo Conti, ha relazionato su questo primo periodo di attività del nuovo Consiglio di Federazione.

Il Presidente ha ringraziato per la disponibilità espressa dall’assessore Pieroni a farsi portavoce delle istanze degli Ordini sul problema dell’eccessiva burocratizzazione delle ordinanze commissariali, in particolare sulla norma che prevede il passaggio diretto delle funzioni in materia sismica ai Comuni, fino ad ora svolte dal Genio Civile Regionale.

Loreto – Il tavolo dei relatori

Ha poi evidenziato che le Marche hanno assunto un ruolo centrale nel coordinamento degli Ordini Ingegneri delle quattro regioni del cratere, la cui guida è stata affidata all’Ingegner Maurizio Paulini, presidente dell’ordine di Macerata, così come nei rapporti con il Commissario De Micheli demandati all’Ing. Raffaele Solustri, in rappresentanza del Consiglio Nazionale Ingegneri. Quest’ultimo è anche membro della Commissione Tecnica per l’aggiornamento dei prezzari regionali.

L’Ing. Conti ha, inoltre, evidenziato il ruolo importante di Feding Marche nella formazione professionale continua degli iscritti, in particolare per quanto riguarda il DL. 818/84 e la sicurezza e ha annunciato una serie di convenzioni in atto con l’Università Politecnica delle Marche in un’ottica d’interscambio e di reciproco aggiornamento professionale di alto valore scientifico.

Per la prima volta ha partecipato il Magnifico Rettore prof. Sauro Longhi, nel suo intervento, ha definito quello con gli ordini professionali un rapporto necessario e una collaborazione preziosa per migliorare l’offerta formativa dell’Università.

Loreto – Assemblea Feding Marche

Dopo la relazione del tesoriere Ing. Alberto Paradisi e l’approvazione del bilancio consuntivo 2017 e preventivo 2018, la parola è stata ceduta all’Ing. Raffaele Salustri che ha ringraziato il Consiglio per l’impegno e l’entusiasmo e condividendo l’intento della Federazione Ingegneri Marche di giungere presto all’istituzione di una Rete delle Professioni tecniche anche in ambito regionale.

Per finire, i contributi dei presidenti dei cinque Ordini Provinciali: Stefano Babini di Ascoli Piceno, Antonio Zamponi di Fermo, Maurizio Paulini di Macerata, Alberto Romagnoli di Ancona e Giorgio Fazi di Pesaro e dell’Ing. Cingolani decano degli ingegneri con ben 35 anni di attività ordinistica alle spalle che ha voluto portare i propri saluti all’Assemblea.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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