Un encomio per la Polizia locale di Castelfidardo

Consegnato a Macerata durante la giornata regionale per il servizio svolto durante il sisma

Castelfidardo – Un encomio per il Comando di Polizia locale. L’assessore Ilenia Pelati, il comandante Franco Gerboni ed il vice Paolo Tondini lo hanno ricevuto e ritirato sabato scorso in rappresentanza dell’intero Corpo e Comunità

L’occasione è stata la terza edizione della Giornata della Polizia Locale, svoltasi a Macerata nella suggestiva cornice del teatro Lauro Rossi nell’ambito della festa del patrono San Sebastiano.

Macerata – Il momento della premiazione (foto Cronache Maceratesi)

Dopo gli eventi sismici del 2016, la manifestazione ha offerto quest’anno un momento privilegiato di riflessione e formazione su Il ruolo della Polizia Locale nelle emergenze, presentando il modello operativo di prossimità adottato dalla Regione Marche.

In questo contesto, è stato assegnato l’attestato al Comando fidardense “per il merito nell’espletamento delle attività di servizio”, elogiando la solerzia, la generosità e l’efficacia di intervento a favore di Arquata del Tronto, dove dopo le prime scosse dell’agosto 2016 si è subito recata una task force che ha fatto fronte alla prima critica fase emergenziale.

Il supporto, in forza anche dell’amicizia con l’unica agente in organico nel Comune piceno Angela Ferretti, è poi continuato sotto forma di consegna di donazioni, materiale e beni vari cementando un rapporto di solidarietà e collaborazione.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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