PagoPA e E-Gov, Castelfidardo è un Comune sempre più smart

Attivato il nuovo portale dei pagamenti elettronici che evita file agli sportelli

Castelfidardo – All’insegna dell’innovazione tecnologica, l’Amministrazione ha attivato in questi giorni il portale dei pagamenti elettronici PagoPA che offre al cittadino un nuovo mezzo per versare il corrispettivo relativo a servizi erogati dal Comune: spese contrattuali, concessioni edilizie, affitti attivi immobili, colonie/centri estivi, sanzioni ufficio ambiente e urbanistica, centro diurno, rimborso stampati, utilizzo impianti sportivi, diritti segreteria urbanistica, rilascio autorizzazioni ufficio traffico, trasporti scolastici, concessioni loculi e cellette, affitti sale attrezzate e canoni antenne.

Attraverso una specifica piattaforma, il PagoPA consente di effettuare le operazioni on line in modo rapido, facile e sicuro, in qualunque luogo e momento, senza doversi recare presso gli uffici o sportelli, ma semplicemente utilizzando un dispositivo che disponga di una connessione ad internet scegliendo un metodo di pagamento fra i principali in uso via web (bonifici bancari, carte di credito o di debito o prepagate).

L’utente può scegliere se operare in modalità anonima o se effettuare una registrazione per avere a disposizione, nell`area personale, anche il riepilogo di tutti i pagamenti effettuati e delle relative ricevute.

Entro il mese di marzo inoltre, verrà finanziato dal fondo comunitario il bando EGov (azioni a supporto della integrazione dei sistemi della P.A. locale per la gestione dei servizi di E_Government, per la pubblicazione dei dati aperti e la valorizzazione del patrimonio pubblico (Open Data) degli enti marchigiani). 

Castelfidardo si è reso Comune capofila di una cordata comprendente 12 enti per un totale di oltre 134 mila abitanti. Il progetto prevede attività il cui valore economico supera i 400 mila euro. Le azioni che si potranno sviluppare tramite software, che consentono di accelerare e rendere più trasparenti le pratiche amministrative, riguardano fra l’altro i servizi di pagamento on line, la fatturazione elettronica, l’accesso agli atti, l’adesione al polo di conservazione Marche DigiP, l’alimentazione della banca dati regionale dei procedimenti e i servizi Sigma ter.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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