PagoPA e E-Gov, Castelfidardo è un Comune sempre più smart

Attivato il nuovo portale dei pagamenti elettronici che evita file agli sportelli

Castelfidardo – All’insegna dell’innovazione tecnologica, l’Amministrazione ha attivato in questi giorni il portale dei pagamenti elettronici PagoPA che offre al cittadino un nuovo mezzo per versare il corrispettivo relativo a servizi erogati dal Comune: spese contrattuali, concessioni edilizie, affitti attivi immobili, colonie/centri estivi, sanzioni ufficio ambiente e urbanistica, centro diurno, rimborso stampati, utilizzo impianti sportivi, diritti segreteria urbanistica, rilascio autorizzazioni ufficio traffico, trasporti scolastici, concessioni loculi e cellette, affitti sale attrezzate e canoni antenne.

Attraverso una specifica piattaforma, il PagoPA consente di effettuare le operazioni on line in modo rapido, facile e sicuro, in qualunque luogo e momento, senza doversi recare presso gli uffici o sportelli, ma semplicemente utilizzando un dispositivo che disponga di una connessione ad internet scegliendo un metodo di pagamento fra i principali in uso via web (bonifici bancari, carte di credito o di debito o prepagate).

L’utente può scegliere se operare in modalità anonima o se effettuare una registrazione per avere a disposizione, nell`area personale, anche il riepilogo di tutti i pagamenti effettuati e delle relative ricevute.

Entro il mese di marzo inoltre, verrà finanziato dal fondo comunitario il bando EGov (azioni a supporto della integrazione dei sistemi della P.A. locale per la gestione dei servizi di E_Government, per la pubblicazione dei dati aperti e la valorizzazione del patrimonio pubblico (Open Data) degli enti marchigiani). 

Castelfidardo si è reso Comune capofila di una cordata comprendente 12 enti per un totale di oltre 134 mila abitanti. Il progetto prevede attività il cui valore economico supera i 400 mila euro. Le azioni che si potranno sviluppare tramite software, che consentono di accelerare e rendere più trasparenti le pratiche amministrative, riguardano fra l’altro i servizi di pagamento on line, la fatturazione elettronica, l’accesso agli atti, l’adesione al polo di conservazione Marche DigiP, l’alimentazione della banca dati regionale dei procedimenti e i servizi Sigma ter.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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