Fanfara Città dei Mille, concerto in Auditorium

Sabato per il 63° anniversario dell’Anc; domenica l’inaugurazione del busto a Garibaldi

Castelfidardo – L`Associazione Nazionale Carabinieri sezione M.O.V.M. Cap. Francesco Gentile di Castelfidardo, condivide la festa per il 63° anniversario della fondazione offrendo, sabato 30 settembre alle 21.15 presso l`Auditorium San Francesco, il concerto della fanfara “Città dei Mille di Bergamo”. Ingresso libero.

Domenica 1° ottobre, a seguire, la cerimonia solenne con la partecipazione delle autorità civili e militari e l`inaugurazione presso il parco del Monumento del busto bronzeo dedicato a Garibaldi, inserito nel contesto del parco scultoreo dedicato ai Padri fondatori dell`Unità d`Italia.

Sabato e domenica la Fanfara Città dei Mille di Bergamo, con la tipica divisa dei garibaldini terrà concerti a Castelfidardo

Programma:

Ore 10.00: ammassamento dei Radunisti in Piazza della Repubblica;

Ore 10.30: sfilata del corteo al parco del Monumento Nazionale delle Marche;

Ore 10.45: deposizione corona d’alloro;

Ore 11.00: Messa al Campo nel Piazzale delle Rimembranze;

Ore 11.30: scoprimento del busto bronzeo del generale Giuseppe Garibaldi, realizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Urbino – donato dalla Fondazione Carilo e dal Comune di Castelfidardo – presso il Parco Scultoreo dedicato ai Padri fondatori dell’Unità d’Italia ideato dalla Sezione ANC di Castelfidardo.

Concluderà la cerimonia la Fanfara Città dei Mille di Bergamo con brani musicali patriottici.

Fanfara Città dei Mille – Bergamo

Nel 1971 per sollecitazione del comitato d`intesa delle Associazioni Combattentistiche e d`Arma di Bergamo e dalla volontà di un gruppo di musicanti, nasce la “Fanfara Città dei Mille“, un gruppo musicale oggi conosciuto ed affermato non solo in Italia ma anche all`estero.

La denominazione “Fanfara Città dei Mille“ è stata scelta per ricordare il più celebre fatto risorgimentale, infatti, Bergamo è chiamata “ Città dei Mille “ per aver fornito alla spedizione militare di Garibaldi in Sicilia (1860-61) il maggior numero di volontari.

Era pertanto naturale che la Fanfara adottasse la storica divisa dei garibaldini e cioè: giubba rossa, pantaloni grigio/azzurri e chepì.

A dirigere il gruppo venne chiamato il Maestro Luigi Falchetti; a lui sono succeduti nella guida del complesso Oliviero Cossali, Adriano Varischetti, Danilo Belotti e attualmente il direttore artistico Maurizio Bazzana.

La fanfara può contare su un gruppo di 40 elementi prevalentemente giovani, che hanno saputo imitare lo spirito di sacrificio che i più anziani hanno trasmesso; tale impegno è ricambiato dai numerosi applausi e consensi raccolti durante sfilate e concerti.L`attività del gruppo è ormai notevolissima avendo tenuto concerti e partecipato a manifestazioni nelle principali città italiane ed estere. Proprio tra le manifestazioni estere che hanno visto protagonista la Fanfara , vanno ricordate tra le tante: Ginevra, Neuchatel, Orleans, Nizza, Vienna, Castellon de la Plaña, Mannheim, Landshut, Syzran (Russia), Branson – Missouri (USA).

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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