Donazione organi, un doc-film per parlarne e ricordare Caterina

Giovedì 24 maggio all’Astra una serata di sensibilizzazione promossa dall’Aido

Castelfidardo, 22 maggio – Il gruppo comunale Aido in collaborazione con l’Avis propone giovedì 24 maggio alle 21:15 un evento in memoria di Caterina Governatori, la giovanissima concittadina vittima circa un anno fa di un incidente stradale che ha generosamente salvato altre sei vite attraverso la donazione degli organi.

Grazie alla disponibilità del gestore Paolo Verolini, verrà proiettato al cinema Astra un film imperniato su una storia vera: Riparare i viventi, pellicola del 2016 diretta da Katell Quillévéré, tratta dal romanzo omonimo di Maylis de Kerangal, che affronta il delicato tema del trapianto descrivendo le vite interconnesse di tre persone.

L’iniziativa si svolge in collaborazione con gli assessorati alla Cultura e alla Sanità del Comune e con la partecipazione del Centro Regionale Trapianti nelle persone del dott. Benedetto Marini, del Consigliere Nazionale Aido Roberto Ciarimboli e di Margherita Mazzantini (Aned).

Il dramma di Caterina Governatori che nel maggio 2017 ha perso la vita ma nel contempo ha ridato speranza a sei persone, è esemplare. L’Aido, associazione volta a promuovere la cultura della donazione di organi, ne vuole ricordare il bel sorriso e l’altruismo.

«Partecipare a questo evento è un modo tangibile per testimoniare solidarietà e vicinanza alla famiglia – spiega il presidente della sezione locale Marco Pantalone – Siamo sempre assediati e sollecitati da fatti di cronaca, che sfortunatamente colpiscono anche la nostra città, ma questo caso dimostra come da una tragedia possa scaturire nuova vita».

Al termine del film seguirà un breve dibattito sul tema “Donazione, parlane oggi”.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo