Castelfidardo ha premiato l’altruismo di Enti e privati

Il lato “bello” della pandemia, l’impegno di tanti per affrontare l’emergenza

Castelfidardo, 8 settembre 2021 – Un’iniziativa sobria ma densa di contenuti emotivi a rimarcare la criticità di un periodo che ha profondamente scosso la quotidianità e l’animo, facendo emergere però i valori solidali della comunità.

Gli effetti della pandemia da Covid-19 si riverberano ancora nel presente, ma il gioco di squadra che ha consentito di affrontare e superare la fase acuta di lotta contro un nemico invisibile, andava sottolineato. Di qui, l’iniziativa dell’Amministrazione di Castelfidardo, ratificata dall’intero Consiglio comunale, di riunire al Parco del Monumento tutte le realtà (individuali, istituzionali, aziendali ed associative), che in vario modo si sono prodigate a favore della popolazione.

A ciascuna è stata donata una targa ritraente due mani aperte e sovrapposte, simbolo di condivisione, incontro e gratitudine. Partecipata da tutte le componenti istituzionali e da una rappresentanza della Presidenza dell’assemblea legislativa della Regione Marche, la cerimonia ha fatto riaffiorare una memoria affatto sbiadita ma viva e recente.

Castelfidardo – da sx insieme al sindaco Roberto Ascani: il dott. Guido Sampaolo, coordinatore Usca zona sud di Ancona e Giuseppino Conti, coordinatore Rsa Castelfidardo

Gli interventi delle varie personalità hanno infatti sottolineato come la tensione, la paura e le limitazioni alla libertà personale imposte durante il lock down, abbiano risvegliato sentimenti di collaborazione e unità. Medici e operatori sanitari impegnati in prima linea, forze dell’ordine chiamate ad uno sforzo imponente di controllo del territorio, servizi sociali comunali, protezione civile, Croce Verde e tanti altri, hanno affrontato coraggiosamente una emergenza subdola di cui non si aveva percezione e conoscenza.

Ma in tanti si sono adoperati per alleviare i disagi, assistere le persone, far pervenire a chi era più esposto e poi a tutte le famiglie, mascherine, dispositivi di protezione, tablet per studiare a distanza o per far comunicare gli anziani ricoverati con i propri cari, plexiglass per potersi parlare e vedere nel rispetto delle precauzioni. Una ‘gara’ virtuosa da cui scaturisce questo lungo elenco di benefattori:

  • Andrea Carini Fisarmoniche
  • ASD Fidardense
  • Associazione Italia CinaBureau of Commerce di Tianjin
  • Associazione Nazionale Carabinieri
  • Atletica 1990 Castelfidardo “R. Criminesi”
  • Locale stazione Carabinieri
  • Centro Caritas & Missioni Castelfidardo
  • Cisel srl
  • Conad Villa Musone
  • Croce Verde
  • E.G.G. srl
  • EMC  motors company srl
  • Eurocali
  • Eurospin – Ermes srl
  • Facom srl
  • Farmacia Ratti
  • Garofoli Vini
  • Guerrini spa
  • IS Petroli
  • K&l protection srl
  • Kartone service
  • Lions Club Castelfidardo – Riviera del Conero
  • Milan Club
  • Oasi – Magazzini Gabrielli
  • Onoranze Funebri Virgini
  • Peskato
  • Pigini Fisarmoniche
  • Polizia Locale
  • Protezione Civile
  • Proximed
  • Residenza Mordini Cooss Marche
  • RSA Castelfidardo
  • Scataglini Tessuti srl
  • Shanghai Music Association Accordion Committee
  • Si con Te S.Agostino
  • Somacis spa
  • Tracce 800
  • Unitre Castelfidardo
  • USCA Osimo-Castelfidardo e unità speciale continuità assistenziale
  • Vesta home
  • VS cases

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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