Castelfidardo – Festa del patrono, un contenitore di eventi

Musica, cultura, sport, inaugurazioni e celebrazioni tra novità e tradizione

Castelfidardo – Si intreccia con le note del Wow Folk festival, valorizza l’espressione artistica in ogni sua forma, si arricchisce di una dimensione turistico-sportiva con la corsa podistica, rispetta la connotazione spirituale in omaggio ai Santi Vittore e Corona e si innesta nel solco di una tradizione che ha nella fiera e nella seduta celebrativa del Consiglio Comunale per il conferimento delle civiche benemerenze i suoi punti forti: la festività dei Santi Patroni è più che mai un grande contenitore di eventi.

Li Pistacoppi

I riti religiosi ne hanno aperto il calendario in un mese di maggio caratterizzato dalle cresime, dall’accensione della lampada della pace e dalla processione per le vie del centro storico. Domani, venerdì 12 maggio, l’inaugurazione della mostra mercato del libro per ragazzi in Auditorium San Francesco, alle 10, e la seconda giornata del Wow Folk festival con l’aperitivo in piazza accompagnato dagli stornellatori “Grazie Grazià”, alle 18.30, e l’appuntamento delle 21.30 con il gruppo maceratese de “Li Pistacoppi” a proporre i balli tipici che i nostri avi eseguivano nei momenti di festa a conclusione dei grandi lavori nelle campagne marchigiane.

Il programma civile esploderà poi nel week-end di musica, colori e cultura e iniziative di vario respiro, come l’inaugurazione della fontana al Pincetto del Monumento e del laboratorio di tessitura Trame di 800, sabato; l’omaggio sulle note della fisarmonica al “profumo di donna”, domenica, nel giorno della festa della mamma.

La pizzica salentina

E domenica sera non saranno i fuochi pirotecnici a chiudere le celebrazioni bensì le note sanguigne e appassionanti della pizzica salentina con il gruppo Anglanio, De Marco, Bianco e il noto tamburellista Giancarlo Paglialunga.

Programma

11-14 maggio WOW FESTIVAL (World on world Accordione festival)

12 – 18 Auditorium San Francesco –  Mostra mercato del libro per ragazzi “Libriamoci più in alto”

Sabato 13 maggio

ore 10,00 Parco del Monumento – inaugurazione nuova fontana del Pincetto

ore 16.30: Chiesa Collegiata, accensione lampada per la pace

Domenica 14

Ore 8,00 / 20,00 – Centro Storico: fiera di San Vittore

Ore 9,00: XXXVII Trofeo Avis Loris Baldelli – Memorial Gianluca Paoloni, Graziano e Onorio Magrini: la 10 km della fisarmonica: partenza e arrivo al Monumento Nazionale delle Marche

Ore 9,30 Piazza della Repubblica: Inaugurazione “Margutta Castellana”

Ore 10.00: Giardino Mordini inaugurazione della sala laboratorio di tessitura Trame di 800” a cura dell’associazione Tracce di 800

Ore 10,30: Salone degli Stemmi – Seduta celebrativa per conferimento delle civiche benemerenze

Ore 16.30:  Giardino Mordini: presentazione del laboratorio di tessitura a cura di Patrizia Ginesi “La tessitura e il ruolo di donna di fine 800“, Carlo Bugiolacchi “Momenti poetici in vernacolo castellano” di Paolo Bugiolacchi, Alessandro Governatori (organetto).

Ore 17.30: Processione dei Santi Patroni con Civico Gonfalone, autorità e Confraternite e la partecipazione del Complesso Filarmonico “Città di Castelfidardo”

Ore 19.15: Salone degli Stemmi “Profumo di donna”, spettacolo teatrale dedicato alle donne con Nicolas Tiranti (attore) e Giacomo Rotatori (fisarmonica)

Ore 22.00 piazza della Repubblica – Chiusura Wow Folk Festival

Ore 23.00: estrazione della lotteria di San Vittore

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Viviamo il tempo del “minimo sindacale”

Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!


Camerano, 30 luglio 2022 – Il salario minimo sindacale è quella retribuzione fissata per contratto sotto la quale non è possibile andare. A seconda dei punti di vista, una garanzia per il lavoratore che sa di poter contare almeno su quel minimo di stipendio; una scocciatura per il datore di lavoro che sa, pur avendone l’intenzione, che sotto quella soglia minima non può pagare le prestazioni dei suoi dipendenti.

Da qui nasce, per osmosi, nel mondo del lavoro così come in quello della cultura del sociale o della politica, il detto: “fare il minimo sindacale”. Cioè, adoperarsi per introdurre fatica, idee, azioni, decisioni, al minimo delle proprie possibilità o capacità, giusto quel poco necessario a giustificare la propria presenza, il proprio impegno o il proprio ruolo. “Tira a campà”, direbbe Enzo Jannacci.

Ecco, tirare a campare, senza sforzarsi minimamente per fare di più e dare il meglio di sé, rende l’idea dei tempi che stiamo vivendo. In generale, la società del terzo millennio sta tirando a campà. Offre, di sé, il minimo sindacale grazie al quale poter giustificare la propria esistenza. Questo non significa che non ci sia nessuno capace di dare il meglio di sé: qualche imprenditore che si fa un mazzo così e anche di più per provare ad affermarsi; i tanti lavoratori che si fanno lo stesso mazzo per provare con dignità a portare la famiglia a fine mese sono tantissimi.

Concettualmente, però, la sensazione è che i furbetti del minimo sindacale siano piuttosto diffusi. A livello culturale, ad esempio, il decadimento è impressionante. Sono sempre meno quelli che leggono libri, vanno a teatro o al cinema, ascoltano musica classica. I musei vengono visitati in massa ma solo quando l’ingresso è gratuito. Però i concerti in spiaggia di Jovanotti sono sold out. E, a proposito di musica, la qualità della produzione musicale dell’ultimo decennio e forse più è davvero scadente (non lo dico io ma gli specialisti del settore). Non si scrivono più canzoni capaci d’emozionare, tanto che gli autori sono stati invitati ad impegnarsi “oltre il minimo sindacale”.

In politica poi, c’è il peggio del peggio, sia a livello locale sia a livello nazionale. Amministratori, Onorevoli e Senatori, gente che ha scelto di governare un Comune, una Provincia, una Regione, una Nazione, anziché muoversi per far progredire e migliorare lo status quo si accontentano di fare il “minimo sindacale”. Tirano a campà solo per garantirsi la poltrona e, così facendo, anziché migliorarlo lo status quo spesso lo peggiorano. Trovare alibi per loro, in questi ultimi anni, è stato facilissimo: la perdita di potere dei partiti, la mancata crescita economica, la pandemia, l’inflazione galoppante, la guerra in Ucraina, il vaiolo delle scimmie… Ma gli alibi servono a giustificare le sconfitte.

Dopo i tanti governi tecnici, a settembre il popolo tornerà alle urne per eleggere i propri rappresentanti politici i quali, lancia in resta, hanno già iniziato a sciorinare programmi e promesse a tutto spiano. Programmi e promesse che, come succede da circa settant’anni, verranno puntualmente disattesi. I nuovi eletti attueranno, come sempre, il “minimo sindacale” necessario a non essere mandati a casa anzitempo.

Succederà ancora e la colpa sarà mia. Perché continuo a permettere che tutto ciò accada senza far nulla per evitarlo. Perché io, italiano, sono fatto così: purché non mi si rompano le scatole, mi si garantisca l’assistenza sanitaria e la pensione, e mi si faccia pagare poche tasse, sono disposto a fare l’italiano al “minimo sindacale”. Stai sereno, la vita è bella, goditela e tira a campà!

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