Castelfidardo e la fisarmonica a “Il Posto Giusto” su Rai 3

Domenica 19 febbraio alle 13,00 nella rubrica "Distretti e mercato del lavoro"

Castelfidardo – Vetrina di prestigio per Castelfidardo e la produzione di fisarmoniche su Rai 3. Il 19 febbraio alle 13.00, la trasmissione “Il Posto Giusto” (in onda ogni domenica per circa 50 minuti), dedicherà uno spazio all’eccellenza artigianale della nostra città all’interno della rubrica “Distretti e mercato del lavoro” condotta da Rebecca Vespa Berglund.

castelfidardo-fisarmoniche

Le riprese sono state effettuate principalmente al Museo internazionale della fisarmonica e all’interno di alcune ditte. La nuova edizione del programma realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro si propone infatti come una bussola per orientarsi nel mondo dell’occupazione e restare sempre informati sulle più recenti opportunità raccontando l’Italia delle eccellenze ma anche quella di chi cerca lavoro, l’Italia dell’artigianato, dei distretti industriali, delle start-up e delle scuole di formazione dove ogni anno migliaia di ragazzi imparano un mestiere.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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