Piccola storia di un affare mancato

Camerano. Quanto incide la mentalità gestionale nel buon andamento degli affari? Pensiamo tantissimo. Inutile spendere denari per aprire un’attività se poi sei tu stesso a porti delle barriere per il suo sviluppo.

Un esempio? Va bene. Piccolo, ma significativo.

La storia è questa. Succede che a Camerano una coppia di conviventi decida di regolarizzare la propria unione e di sposarsi. Si informano, vanno in Comune, fanno i documenti necessari e fissano la data.

Succede che la futura sposa si domandi: “Occorrono le fedi!” E che il futuro sposo le risponda: “Bene, sabato andiamo in centro ad acquistarle”. I due, come tanti, possiedono un cagnolino. “Sabato, lo portiamo con noi – decide il futuro sposo – così si fa una passeggiata”.

Cavalier-King-Charles-Spaniel-3-800x400-800x400

Arriva sabato. I due prendono su il cane, lo infilano in auto e partono alla volta di Piazza Roma. Posteggiano all’ombra della statua del Maratti e si dirigono  verso una gioielleria lungo la via. Qui giunti fanno per entrare, ma la futura sposa blocca il futuro consorte e annesso quadrupede al guinzaglio: “Non possiamo entrare, i cani non sono ammessi” dichiara, indicando un cartello in vetrina che recita: io qui non posso entrare. E io, sta per un disegno spiritoso di un cagnolino su due zampe messo di fianco alla scritta.

Il futuro sposo guarda il cartello ed esclama: “Ah sì, lui non può entrare? Benissimo. E tu, signor gioielliere, ti sei perso una vendita. Vieni, futura sposa, andiamo a cercare un’altra gioielleria”. E così dicendo gira sui tacchi alla volta di un altro negozio. Trecento metri più avanti, trova la vetrina di un orafo. Suona il campanello. Gli viene aperto, entra con il cane al guinzaglio e domanda all’orafo: “Il cagnino, può entrare?”

“Certo che sì”, risponde l’artigiano. E con quel sì, assicura alla sua attività la vendita di due fedi in oro giallo.

Una piccola storia davvero, ma con una grande morale: chi ama gli animali non diventerà ricco solo per questo, ma due fedi le vende sicuro.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

© riproduzione riservata


link dell'articolo