L’Editore va in pensione e mette Corriere del Conero sul mercato

Dopo sei anni di successi e una crescita continua di lettori che perdura, la testata fondata da Paolo Fileni cerca continuità

Camerano, 5 settembre 2022 – Era il 1° settembre 2016 quando Paolo Fileni, editore e direttore responsabile della nostra testata giornalistica Corriere del Conero, la metteva in rete iniziando così una nuova avventura nel mondo dell’informazione online.

Sei anni esatti sono passati da allora, e la testata è cresciuta sensibilmente in numero di lettori (una crescita esponenziale che perdura senza soluzione di continuità); in credibilità e argomenti trattati, tanto che alle sei pagine iniziali che informano sui Comuni di Loreto, Castelfidardo, Osimo, Camerano, Sirolo, Numana, nel breve periodo se n’è dovuta aggiungere una settima: “Dal Mondo”, dove pubblicare le tante notizie provenienti da Ancona e dalle altre province delle Marche.

E dopo sei anni di un lavoro impegnativo, pieno di successi e soddisfazioni sottolineate dagli apprezzamenti e dai complimenti dei lettori che non hanno mai fatto mancare il giusto supporto e apporto, il suo editore e direttore, Paolo Fileni, va in pensione e mette la testata online sul mercato (www.corrieredelconero.it).

«È una scelta che costa ma che ho ponderato a lungo – spiega Fileni – Corriere del Conero è una “creatura” che ho voluto fortemente, scegliendo in prima persona l’impostazione grafica, la linea editoriale e certi contenuti come il mio editoriale Paneburro&marmellata che ha ottenuto un gratificante successo di lettori».

Cos’è che ha determinato il gradimento della testata? «Difficile dirlo, probabilmente un insieme di tante scelte e comportamenti redazionali. Il nostro slogan, ad esempio: “L’altra informazione”, che punta alle notizie minute locali tralasciando i grandi temi ampiamente dibattuti su altri quotidiani. Poi, la credibilità delle notizie avvertita quasi subito da chi ci legge; la disponibilità a dialogare con i lettori dando loro spazio e voce. In questi sei anni abbiamo contribuito notevolmente a divulgare gli eventi e le iniziative dei Comuni che gravitano alle falde del Monte Conero, un punto d’orgoglio per noi».

Nessun inciampo? «No, qualche inciampo c’è stato, ma il più delle volte non è dipeso dal giornale – continua Fileni – L’informazione, con l’avvento dei social è radicalmente cambiata. Sempre più spesso ci si deve affidare a terzi comunicatori di cui devi fidarti se sono autorevoli e attendibili, ma non sempre questa autorevolezza è supportata da una vera professionalità».

La testatina della pagina Facebook di Corriere del Conero (@corrieredelconero)

Così, adesso direttore lei va in pensione e mette la sua “creatura” sul mercato. Rimpianti? «Tantissimi. Faccio questo mestiere da quasi venticinque anni, una bella fetta di vita. Sei anni fa non avrei mai immaginato che Corriere del Conero potesse diventare quel che è diventato, ma i miei 68 anni iniziano a pesare. Stare dieci ore al giorno davanti al pc è pesante per un vecchietto come me, rischi di non vedere i refusi, di farti scappare “la notizia”. Fare un giornale, oggi, è molto impegnativo. Meglio lasciare spazio ai giovani e a chi crede sia ancora possibile fare un giornalismo di qualità».

È ancora possibile? «Sì, se sei uno che ci crede, se sei onesto intellettualmente e al di sopra delle parti, se hai voglia di correre senza guardare l’orologio e se ti accontenti, all’inizio, di pochi euro per scrivere un pezzo che in tempo e denaro ti è costato più di quanto hai incassato. Ma non si fa giornalismo per diventare ricchi (capita a poche firme), si fa perché ce l’hai nel sangue. I soldi, quando arrivano, è perché sei bravo. E di giovani giornalisti bravi, qui ad Ancona, ce ne sono diversi. Per concludere, vado in pensione ma mi gratificherebbe veder continuare la bella avventura del Corriere del Conero, lo spazio c’è. Mi ha detto un lettore qualche giorno fa: “Non chiuda il giornale, qui a Castelfidardo c’è un gran bisogno di una testata come Corriere del Conero”. E non è l’unico. Così, per ora non lo chiudo, in attesa che qualcuno si faccia avanti nel breve periodo per rilevarlo, diciamo entro fine settembre».

Chi fosse interessato ad approfondire l’acquisto della testata può telefonare al 320 872 14 70 o scrivere alla e-mail: direttore@corrieredelconero.it.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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