La cucina Mocaki di MobItaly nella fiction Rai “È arrivata la felicità 2”

Un esempio della creatività marchigiana e del Made in Italy

Camerano – C’è anche MobItaly, esattamente una parete con due colonne di design della cucina Mocaki, in “È arrivata la felicità 2”, seconda stagione della brillante fiction Rai in programmazione in prima serata alle 21.15 su Rai 1 dal 20 febbraio.

La parete della cucina della fiction arredata con le due colonne Mocaki ai lati del frigorifero 

Un componente dell’arredo di design realizzato dall’azienda di Camerano farà quindi da sfondo alle vicende famigliari nella romantica e vivace fiction che ha riscosso uno share del 20% con la prima serie andata in onda nel 2015, assicurandosi il favore del pubblico di Rai 1 e i commenti positivi della critica.

La fiction “E’ arrivata la felicità 2” con le nuove avventure dei protagonisti, andrà in onda in prima tv assoluta martedì 20 e mercoledì 21 febbraio in prima serata su Rai 1 e poi dal 27 febbraio ogni martedì (sempre alle 21,15). Ventiquattro episodi divisi in 12 puntate, con tante storie avvincenti.

«Per noi è un motivo di soddisfazione professionale –  dice Federico Frontalini, presidente di MobItaly – perché siamo presenti in una fiction di grande successo con uno dei nostri prodotti più particolari. Il progetto di Mocaki viene così ad essere conosciuto da milioni di telespettatori, dopo che la nostra cucina dal design cat friendly, ha fatto in termini di comunicazione il giro del mondo. Anche il nostro prodotto, come la fiction, è un esempio della creatività del Made in Italy».

La cucina Mocaki ha raggiunto il successo mondiale visto che è l’unica fabbricata con dei moduli pensati per facilitare la convivenza fra gli esseri umani ed i loro amati gatti di famiglia, ma i moduli  bicolori, con i loro vani rotondeggianti, rappresentano anche elementi dal disegno particolarmente gradevole e innovativo.

L’azienda

MobItaly soc.coop è una azienda nata nel dicembre del 2014, dall’incontro di giovani progettisti, falegnami ed artigiani desiderosi di dare una nuova vita al mobile italiano.

Produce cucine componibili e complementi di arredo ed ha nel nome la sua mission: produrre mobili originali e di qualità, rispettosi della migliore tradizione italiana e nello stesso tempo aperti alle nuove tendenze del momento ed agli stimoli del design.

Cucine, mobili personalizzati di design e allestimenti su misura sono realizzati nello stabilimento di Camerano di 5.700 mq dotato di pantografi e foratrici d’avanguardia.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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