Il sindaco Del Bello visita la Delivery Station di Amazon Camerano

"Positivo è il contributo che questa nuova realtà offre da un punto di vista occupazionale"

Camerano, 24 giugno 2021 – Il sindaco Annalisa Del Bello, ha visitato il centro di smistamento Amazon aperto da maggio a Camerano. Con lei, rappresentanti di Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Osimo, Camera di Commercio di Ancona, Confindustria, Confapi, Confcommercio.

Visita ad Amazon Camerano da parte delle Istituzioni e delle Associazioni di categoria

Una visita istituzionale proficua così commentata dalla prima cittadina cameranese:

«Il nostro è un territorio, che continua, nonostante le crisi economiche degli ultimi anni, a dimostrare di essere attrattivo per le attività industriali e artigiane. Lo è ora anche per l’e-commerce rappresentato da una società come Amazon. L’apertura del polo Amazon, nel momento particolare che stiamo vivendo dopo due lockdown lunghi e consecutivi e tutte le conseguenze per l’economia derivate dalla crisi pandemica, è un’importante opportunità per Camerano ma non solo, lo è per tutta la nostra area, a partire da Osimo, Castelfidardo, Ancona con la sua attività portuale, la Riviera del Conero».

Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano

La Del Bello non ha mancato di sottolineare anche le opportunità lavorative prodotte da Amazon: «Positivo è il contributo che questa nuova realtà offre da un punto di vista occupazionale, dimostrando che anche nei periodi difficili è possibile trovare risposte alle criticità del mondo del lavoro. Siamo certi che l’esperienza internazionale di Amazon, caratterizzata dalla presenza di team giovani e dinamici siano da stimolo per il futuro del nostro territorio.

Auguro quindi buon lavoro ad Amazon Camerano, a tutti i suoi lavoratori e lavoratrici, ed auspico che la convergenza oggi di tanti soggetti che rappresentano le nostre realtà, sia solo il punto di inizio di nuove e proficue collaborazioni per la crescita delle nostre comunità locali».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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