Camerano: “Junker” l’App che aiuta a fare la differenziata

Scaricabile gratuitamente su “App Store” e “Google Play”

È attivo anche a Camerano “Junker” l’applicazione per smartphone e tablet, scaricabile gratuitamente su “App Store” e “Google Play”, in grado di fornire tutte le informazioni inerenti la raccolta differenziata.

junker-logo

L’app scansiona il codice a barre di un prodotto lo scompone nelle materie prime che lo costituiscono e indica in quali bidoni vanno gettate le varie parti indicando anche le generalità del prodotto, dell’imballaggio e informazioni aggiuntive sul rifiuto da conferire.

Se il prodotto non viene riconosciuto basta fotografarlo tramite l’applicazione e trasmetterlo a “Junker” che in pochi minuti risponde con le info richieste e contemporaneamente viene aggiunto nell’archivio a beneficio degli altri utenti.

Se non è presente il codice a barre l’app riconosce anche il simbolo del materiale o in alternativa è possibile digitare il nome del prodotto.

junker

Oltre al riconoscimento dei rifiuti, all’interno del menù è possibile visualizzare il calendario aggiornato della raccolta domiciliare materiale per materiale, settimana per settimana ed è possibile attivare le notifiche della raccolta del giorno dopo.

Saranno inoltre indicate informazioni utili sui contatti, sui risultati conseguiti, sugli orari del Centro Ambiente e una mappa indicherà i punti di raccolta o informazione, che possono essere aggiornati anche dall’utente tramite geolocalizzazione.

È possibile utilizzare “Junker” anche in inglese, francese, tedesco e tramite l’app “Talkback” (un servizio di accessibilità che consente agli utenti non vedenti o con problemi di vista di interagire con i loro dispositivi), può essere usato da utenti non vedenti non solo per fare la differenziata, ma anche per leggere le etichette di tutti i prodotti in commercio.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi