Camerano – Dal 15 gennaio arriva la carta d’identità elettronica

Come dove e quando richiederla

Camerano – Dal 15 gennaio 2018 il Comune di Camerano attiverà il servizio di rilascio della carta d’identità elettronica che, in ottemperanza alle disposizioni di legge, andrà gradualmente a sostituire le vecchie carte d’identità cartacee. Queste ultime resteranno comunque valide fino alla loro naturale scadenza.

La nuova carta di identità elettronica (CIE), oltre ad essere uno strumento di identificazione, è valida come documento di viaggio (solo per i cittadini italiani) in tutti i paesi dell’Unione Europea ed in quelli con cui l’Italia ha sottoscritto specifici accordi.

Il nuovo documento, in materiale plastico delle dimensioni di una carta di credito, è dotato di sofisticati sistemi di sicurezza e di un microprocessore che memorizza le informazioni necessarie per accertare l’identità del titolare: elementi biometrici primari (fotografia) e secondari (impronta digitale) e la firma autografa.

La CIE potrà essere richiesta alla scadenza della propria carta d’identità o in seguito a smarrimento, furto o deterioramento.

Nel caso di cambio di residenza non deve essere richiesta una nuova carta di identità.

MODALITÀ DI RILASCIO

Per richiedere la nuova carta di identità elettronica occorre recarsi presso l’Ufficio Anagrafe del Comune nei seguenti orari:

  • lunedì e giovedì dalle 10.30 alle 13.30;
  • mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 13.30;
  • il giovedì pomeriggio dalle 15.30 alle 18.00;
  • per motivi contabili l’ultimo giorno lavorativo del mese l’ufficio anagrafe chiude alle ore 12.00

Documentazione necessaria e costi

Ci si dovrà presentare allo sportello con:

  • € 22,21 da portare in contanti;
  • una fototessera, che dovrà avere le stesse caratteristiche richieste per quelle utilizzate per il passaporto e non essere anteriore ai 6 mesi (foto tessera larghezza 35 mm scattata recentemente, non anteriore a sei mesi, vista frontale e completa del volto, nitida, senza occhiali, senza cappelli che coprono parte del viso, senza particolare espressioni, non ritoccata, non danneggiata, senza scritte, sfondo chiaro, ed uniforme, deve mostrare il volto e la sommità delle spalle del richiedente e non debbono comparire altri soggetti);
  • il codice fiscale/tessera sanitaria;
  • la Carta d’identità cartacea scaduta
  • in caso di furto o smarrimento la denuncia di smarrimento o furto in originale rilasciata dalla Questura o dai Carabinieri, più sua fotocopia per gli uffici insieme ad un altro documento valido per l’identificazione.

Inoltre:

  • per i CITTADINI EXTRA-COMUNITARI: oltre ai documenti già indicati, occorrono anche il passaporto e il permesso di soggiorno valido oppure ricevuta della domanda di rinnovo presentata entro 60 gg dalla scadenza del permesso più copia del permesso scaduto;
  • per i CITTADINI COMUNITARI: oltre ai documenti già indicati, occorre anche il documento di riconoscimento del paese di origine.
  • per i MINORI: occorre la presenza del minore e di entrambi i genitori muniti di documento di riconoscimento.

Le modalità di riconoscimento saranno le stesse richieste per il documento in forma cartacea, anche per quanto riguarda l’assenso all’espatrio per i minori.

Tempi di rilascio

L’operazione allo sportello richiederà mediamente 20 minuti.

La carta verrà fisicamente prodotta dal Poligrafico dello Stato e inviata, entro 6 giorni lavorativi, con lettera raccomandata all’indirizzo indicato dal cittadino al momento della richiesta o agli stessi sportelli del Comune, dove potrà essere ritirata personalmente.

Questa la validità temporale del documento: 10 anni per i cittadini maggiorenni; 5 anni per i minori di età compresa tra i 3 ed i 18 anni; 3 anni per i minori di età inferiore ai 3 anni.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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