Camerano: Associazione dei Comuni per la realizzazione di progetti di E-Government

Nuove soluzioni tecnologiche a servizio dei Comuni nell’era del digitale

Anche il Comune di Camerano, attraverso l’assessorato ai servizi informatici guidato da Costantino Renato, aderisce con Castelfidardo (capofila), Agugliano, Chiaravalle, Falconara, Filottrano, Loreto, Numana, Osimo, Polverigi, Sirolo, alla partecipazione associata che prevede la realizzazione di progetti finalizzati a ricevere finanziamenti dalla Regione Marche, per la promozione e la gestione di soluzioni tecnologiche per l’avvio o il miglioramento di servizi E-Government a supporto delle Pubbliche Amministrazioni Locali.

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L’Agenda Digitale, da qualche anno, costituisce uno dei cardini dell’attività delle amministrazioni pubbliche, che devono confrontarsi con gli aspetti legati alla digitalizzazione dei processi amministrativi e alla diffusione di servizi in un’ottica di trasparenza, snellimento procedurale, riduzione dell’impatto ambientale, oltre che all’adeguamento normativo che sempre più spesso è orientato alla dematerializzazione di documenti ed atti.

I Comuni associati si sono posti come obiettivo generale, di avviare azioni che abbiano come fine la costruzione di un percorso integrato ed innovativo che metta in condizione di avere maggior interoperabilità ed interconnessione, armonizzazione amministrativa e semplificazione, attraverso processi di governance orizzontale.

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In particolare sono previste proposte per l’integrazione con sistemi, piattaforme e infrastrutture regionali distribuite, per consentire e migliorare le modalità di accesso ai servizi digitali, attraverso la pubblicazione di dati “open”, la gestione dei pagamenti on line verso le pubbliche amministrazioni, la fatturazione elettronica, la conservazione dei documenti digitali, l’alimentazione della banca dati regionale dei procedimenti, l’utilizzo del sistema SigmaTer quale strumento per la fruizione della banca dati catastale.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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