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A Loreto si è dibattuto sulla povertà multidimensionale

Nelle Marche le persone in condizioni di indigenza sono l’11%, aumenta anche il numero dei senza fissa dimora: +13,6% dal 2019 al 2021

Loreto, 16 aprile 2023 – Definire la povertà in modo unidimensionale, meramente in termini di reddito monetario, risulta ad oggi quantomai insoddisfacente e riduttivo. Il fenomeno è complesso e ampio, non vi è dubbio: la natura mutevole della questione ne esige, in prima istanza, una definizione più articolata oltreché scientifica, che tenga conto della molteplicità di fattori coinvolti e correlati, così da mettere in atto interventi adeguati a una società in continua evoluzione.

Su queste tematiche si è dibattuto, venerdì 14 aprile, a Loreto, nell’aula Paolo VI, nell’ambito del convegno “La povertà multidimensionale” organizzato dal Centro Famiglia di San Benedetto del Tronto con il patrocinio dell’Assemblea Legislativa delle Marche e dell’Usr per le Marche in collaborazione con la Comunità di Capodarco e il Centro di aiuto di Loreto.

Loreto – da sinistra, Marina Marziale dirigente scolastica dell’Ipsia “Guastaferro” (San Benedetto del Tronto), Rita Scocchera, dirigente tecnico dell’Usr per le Marche, la dott.ssa Alessandra Di Emidio dell’Usr per le Marche, Francesco Lucantoni, dirigente scolastico dell’IIS “Einstein-Nebbia” (Loreto) ed Eleonora Augello, dirigente scolastica dell’IIS “Alessandro Volta” (Fano)

Un folto numero di esperti si sono riuniti nella città lauretana, consapevoli dell’urgenza di un confronto sinergico, volto a fronteggiare un presente svilito da contingenze legate a pandemia, crisi energetica, inflazione e guerre in corso.

Secondo il Rapporto 2022 della Caritas, L’anello debole, incentrato su povertà ed esclusione sociale in Italia, sono aumentate le quote di disagio e fragilità nel nostro Paese, coinvolgendo in modo diverso persone e famiglie, non sempre provenienti da vissuti di povertà e disagio sociale. Nell’ambito delle statistiche sulla povertà, l’Istat ha spiegato che, nel 2021, sono in condizione di povertà assoluta circa 1,9 milioni di famiglie e 5,6 milioni di individui.

Nelle Marche le persone in condizioni di indigenza sono l’undici su cento, un punto sopra la media nazionale, mentre secondo dati raccolti presso i centri Caritas della regione, aumentano anche il numero dei senza fissa dimora nelle Marche: +13,6% dal 2019 al 2021.

«Oggi i poveri non sono più solo gli anziani – ha detto il dott. Marco D’Aurizio, Caritas regionale – a loro, infatti, si aggiungono i giovani, i lavoratori precari o con basso reddito e gli stranieri. La principale povertà è economica, ma poi ci sono problemi abitativi, lavorativi, famigliari che aumentano la forbice di indigenza; ci sono molti bisogni, il problema economico arriva perché dietro ci sono altri fattori, altre fragilità. La questione può essere risolta partendo dall’incontro e dall’ascolto, poiché rappresentano le prime forme di sostegno alla persona».

Di rimedi all’indigenza ha parlato anche Mons. Carlo Bresciani, vescovo della diocesi di San Benedetto del Tronto: «C’è bisogno di un lavoro in rete, di un vero patto sociale con interventi coordinati e condivisi, tenendo presente la totalità della persona. La Chiesa da sempre si fa carico della povertà educativa, della salute e della carità, non si è mai ritirata nell’astratta attività individuale. La povertà che stiamo vivendo è la risultanza della società materialistica e individualista con cui oggi occorre fare i conti».

Loreto – Dino Latini, presidente del Consiglio regionale delle Marche e la dott.ssa Alessandra Di Emidio dell’Usr per le Marche (moderatrice del convegno)

A fronte dei dati sulla dispersione scolastica (nelle Marche 8%, in Italia 12,7% e in Europa 9,7%), l’invito a fare rete fra istituzioni e agenzie educative è giunto, in modo corale, anche da parte della scuola, rappresentata da tre dirigenti scolastici degli Istituti secondari di secondo grado delle Marche: Marina Marziale, dell’IPSIA “Guastaferro”, Francesco Lucantoni dell’IIS “Einstein-Nebbia” di Loreto ed Eleonora Augello dell’IIS “Alessandro Volta”.

Ma per la lotta alla povertà educativa fondamentale risulta anche l’azione di prevenzione da attuare fin dai primi anni di età, come ha spiegato, attraverso un contributo scientifico di approccio montessoriano, il dirigente tecnico dell’Usr per le Marche, Rita Scocchera.

L’incontro, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica verso un fenomeno la cui cancellazione costituisce in effetti il primo dei diciassette obiettivi dell’Agenda 2030, ha annoverato anche la presenza delle associazioni sindacali e di Confindustria, quest’ultima in particolare ha sottolineato l’urgenza di una maggiore formazione sul tema povertà e mondo del lavoro, anche in vista del fatto che: «il 65% dei bambini che oggi fanno le elementari – ha dichiarato Roberto Cardinali, presidente Confindustria Marche – svolgeranno domani un lavoro che oggi non esiste».

La povertà oggi cambia fisionomia, dunque, ed esige prospettive di valutazione multi-valoriali e senz’altro nuove, cionondimeno essa resta pur sempre un fenomeno da cui tenersi alla larga. Come ha ricordato nell’ambito del convegno anche Don Vinicio Albanesi della Comunità di Capodarco: «Purtroppo oggi essere poveri è una vergogna, pertanto le persone, orientate al benessere, non se ne occupano».

Il povero risulta più che mai marginalizzato ed escluso, perché fa paura (aporofobia), esattamente come spaventa e si vorrebbe disconoscere ciò che esso rappresenta. In un mondo iper-capitalistico e in cui metaverso e intelligenze artificiali costituiscono ormai una realtà, non si possono concepire sfumature di fragilità e di debolezza, che la povertà include. Ciò, probabilmente, implicherebbe il dover fare i conti con l’accettazione di un fallimento insito nel sistema stesso.

A ragione di ciò, appuntamenti come questi, mossi dal tentativo di cercare definizioni e soluzioni alla questione, attraverso un dialogo sinergico e orientato sia al locale e sia al globale, acquistano, in questa fase storica, valore e significato.

 

redazionale

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