Giornate FAI di primavera 2019: il Castello di Sirolo

Nel tour compresa la visita al Teatro Cortesi e alla Chiesa del Rosario

Sirolo, 19 marzo 2019 – La visita-itinerario al Castello di Sirolo, si svolgerà durante le Giornate FAI di Primavera 2019, e permetterà al visitatore di immergersi nell’atmosfera medievale e di ripercorrere i camminamenti e le strade che hanno caratterizzato il borgo di Sirolo nel Medioevo.

Il tour comprende il racconto della storia della città dalle origini fino al famoso Torrione medioevale, dove per la prima volta sarà visitabile il piano terra contraddistinto dalla presenza delle cosiddette “bocche di fuoco”. Il percorso comprenderà anche la visita al Teatro Cortesi, costruito a ridosso della cinta muraria della città, e alla Chiesa del Rosario ove, oltre alla spiegazione, sabato e domenica pomeriggio sarà possibile ascoltare momenti musicali a cura degli allievi della Scuola di musica “Arrigo Gugliormella” di Sirolo.

Evento Collaterale – In collaborazione con Confartigianato Imprese Ancona e Pesaro Urbino, sabato 23 marzo e domenica 24 marzo: Degustazioni del Castello. Negli esercizi aderenti, sarà possibile degustare piatti e prodotti tipici ispirati al tema del Castello di Sirolo, con scontistiche previste.

  • Partenza dell’itinerario: Piazza Vittorio Veneto
  • Apprendisti Ciceroni: Scuola Media “M.P. Renaldini”
  • Giorno e orario di apertura:

sabato ore 15/18 (ultimo ingresso ore 17:30)

domenica ore 10/12:30 – 15/18 (ultimo ingresso ore 17:30)

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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