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Presentata a Camerano “Flora con erma di Apollo”

L’opera attribuibile a Carlo Maratti entrerà a far parte del patrimonio artistico e culturale della città di Camerano

Camerano, 14 marzo 2024 – Presentata questa mattina prima alla stampa e, poi, ad un folto pubblico il dipinto Olio su Tela Flora con erma di Apollo attribuibile a Carlo Maratti talvolta menzionato anche come Carlo Maratta (Camerano 15 maggio 1625 – Roma 15 dicembre 1713). L’opera andrà a far parte del patrimonio artistico del Comune di Camerano e, nei prossimi giorni, potrà essere ammirata presso la Chiesa di San Francesco luogo in cui è avvenuta la presentazione.

Il collocamento dell’opera nella città cuore del Conero che ha dato i natali all’illustre artista, è stata fortemente sostenuta dall’assessorato alla Cultura del Comune di Camerano.

L’iniziativa di questa mattina è propedeutica al IV centenario della nascita del grande pittore che sarà celebrato nel 2025 dalla Regione Marche e dai 3 Comuni di Ascoli Piceno, Camerano e Ancona che inseriranno il famoso artista marchigiano tra le proprie iniziative così come formalizzato con un protocollo d’intesa tra le 3 città della regione nelle quali il celebre marchigiano ha transitato nel corso della sua vita.

Carlo Maratti fu una figura centrale della pittura romana ed italiana della seconda metà del Seicento, durante la vita fu celebrato come il massimo pittore del suo tempo, improntando anche gran parte della produzione artistica del secolo successivo. La pittura romana tra Seicento e Settecento era dominata dal contrasto tra Classicismo e Barocco, Maratti riuscì nel difficile compito di conciliare le due opposte tendenze, partendo dal classicismo di Raffaello e accogliendovi un barocco privo di eccessi retorici.

Il dipinto presentato oggi appartiene sicuramente alla Scuola Marattesca, come dimostrato dallo Studio per la donna conservato a Madrid nella Real Academia de Bellas Artes San Fernando.  Un quadro intrigante che sarà oggetto di studio e approfondimento dagli esperti nei prossimi mesi.

«Come sindaco e cameranese – ha dichiarato Oriano Mercante Sindaco di Camerano – sono oggi orgoglioso di presentare un’opera così bella che arricchirà il patrimonio artistico e culturale della nostra città. Un’azione che è da vedersi come propedeutica alle grandi celebrazioni che riguarderanno l’illustre artista cameranese nel 2025».

«La Regione Marche – ha sottolineato Chiara Biondi Assessore alla Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Marche – crede fortemente nelle celebrazioni dei personaggi illustri marchigiani. In questo caso particolare Carlo Maratti, è un artista di assoluta valenza nel panorama culturale italiano ed europeo che merita attenzione ed approfondimento; egli non è stato solamente uno dei grandi maestri del Barocco, ma anche uno dei massimi esponenti della pittura marchigiana nell’età moderna. Per tali ragioni la Regione Marche ha aderito al costituendo Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della nascita di Carlo Maratti insieme ai Comuni di Camerano, Ancona ed Ascoli Piceno che caratterizzeranno il calendario culturale regionale del prossimo anno».

«Ho fortemente voluto intraprendere questo percorso – ha rimarcato Barbara Mori Assessore a Turismo e Cultura di Camerano – di acquisizione dell’opera convinta, soprattutto, del messaggio culturale e turistico che Carlo Maratti può dare contraddistinguendo il nostro territorio. Un nuovo pezzo attribuibile al Maratti e alla sua importantissima Scuola entra nel circuito artistico della nostra città, a tutto vantaggio di residenti e turisti».

«In vita – ha dichiarato Simonetta Prosperi Valenti Rodinò già Professore Ordinario di Storia dell’Arte moderna presso l’Università degli Studi di Roma – è stato il pittore più celebre della seconda metà del Seicento, il più importante restauratore delle opere di Raffaello: un gigante. A lui il prossimo anno sarà dedicata una monografia estremamente accurata e tante altre iniziative. Un’artista che ha segnato con il suo lavoro e quello della sua Scuola la pittura a cavallo di ben due secoli con una produzione immensa che arricchisce, ancora oggi, i musei e le collezioni private di tutto il mondo».

«Una vita tra le Marche e la Roma dei Papi, non più capitale politica, ma sicuramente delle arti e della cultura – ha dichiarato Luigi Gallo Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e della Direzione Regionale Musei delle Marche e Direttore scientifico della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona – l’artista che è riuscito in vita a mediare e portare a sintesi classicismo e barocco».

«Maratti – ha chiosato Stefano Papetti curatore delle Collezioni Comunali di Ascoli Piceno, docente di Museologia e Restauro dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Camerino e Presidente della Fondazione Salimbeni di San Severino Marche – da un piccolo paese come Camerano è riuscito a caratterizzare la produzione artistica d’Europa e in questa città vi è l’Alfa e l’Omega della sua lunga vita. Maratti ha la consapevolezza di essere il Raffaello contemporaneo e proprio a Roma ha la possibilità di esprimersi, anche attraverso la sua Scuola formata da straordinari artisti, al meglio. Una produzione ricchissima, un grande maestro di innovazione e, come Raffaello, un grande imprenditore del suo tempo».

Analisi tecnica del dipinto

Flora con erma di Apollo” attribuibile a Carlo Maratti (Camerano 1625 – Roma 1713)

Simonetta Prosperi Valenti Rodinò già Professore Ordinario di Storia dell’Arte moderna presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Flora con erma di Apollo

Non citato dalle fonti, questo bel dipinto apparso di recente sul mercato e di cui non è nota la provenienza, costituisce un ulteriore documento dell’attività di Maratti come figurinista in dipinti di natura morta. La tipologia della donna, prosperosa e sensuale nella sua nudità esposta, la ricchezza del panneggio, evidenziata dalla ricca cromia giocata sui toni del grigio, giallo e azzurro, e le ombreggiature morbide riportate in scuro nel collo e nel profilo, che si staglia netto dal fondo scuro, sono espedienti già usati dall’artista in dipinti di analogo soggetto, e ne confermano l’autografia.

Per un’analisi complessiva dell’opera va tenuto presente l’intervento dello specialista di natura morta, che vi ha aggiunto i fiori, sia quelli nella ghirlanda sulla sinistra offerti ad Apollo, sia quelli che Flora tiene in mano e il brano alla sua destra, individuato da Yuri Primarosa in Karel van Vogelaer. In base a questa attribuzione, verrebbe voglia di identificare il dipinto con quello citato da Pascoli (1730 [1992], p. 782) raffigurante Primavera in veste di Flora, dove per ripicca il Vogelaer si rifiutò di terminare le guarnizioni floreali, se non ci fosse la descrizione dettagliata di Bellori, che non coincide affatto con il nostro dipinto. Quella Flora, da considerare perduta, era stata eseguita da Maratti per il senatore veneziano Niccolò Michiel, e fu lodata in un poemetto poetico celebrativo stampato a Venezia nel 1684-1685 quando il quadro giunse in quella città (Primarosa 2012, p. 74). L’episodio, che segnò la fine della collaborazione tra il nostro artista e il brillante fiorista olandese, consente di datare questo dipinto allo stesso periodo, cioè intorno alla metà del nono decennio del secolo.

L’attribuzione a Maratti di questo bel dipinto, già presente nei cataloghi delle vendite, è stata confermata da Petrucci e da Beccarini nel catalogo dell’asta del 2019, e quest’ultimo ne ha individuato un bello studio preparatorio per la figura femminile a Madrid, RABASF (169.1), in cui l’artista mette a fuoco il busto nudo della modella con il braccio destro alzato, che apparirà identico nel dipinto, e la posa del braccio destro con un pentimento per la mano che sorregge i fiori nella parte alta del foglio, come ritroviamo nella tela. Bello anche il particolare della brocca di metallo sull’estrema destra, con il corpo decorato da due putti abbracciati, analogo a varie invenzioni del van Vogelaer (Primarosa 2012, figg. 9,10, 23-27).

 

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