Luci sull’arte, visite a lume di torcia nei musei di Loreto e Recanati

È la prima iniziativa congiunta per i due Comuni che rientra nel protocollo d’intesa Terre d’Oltre per la promozione del territorio

Loreto, 10 maggio 2022 – Luci sull’arte è la prima iniziativa congiunta tra Recanati e Loreto che rientra nell’ambito delle sinergie attivate dal Protocollo d’intesa Terre d’Oltre per la promozione sinergica del territorio. Sabato 14 maggio, alle ore 19 presso il Museo Civico di Villa Colloredo Mels, a Recanati, e a seguire al Bastione Sangallo di Loreto, si terrà un’originale visita guidata a lume di torcia alle opere ospitate nella Pinacoteca civica recanatese e a quelle della mostra temporanea Sulle orme di San Michele Arcangelo. Pellegrini e detti nell’arte da Crivelli a Caravaggio.

Visita con le torce alle opere del museo Villa Colloredo Mels di Recanati

«Luci sull’arte è l’esempio di come il Protocollo d’intesa appena firmato possa unire e valorizzare il nostro patrimonio artistico culturale per la promozione turistica del territorio – ha dichiarato Rita Soccio assessora alle Culture e Turismo del Comune di Recanati – e dopo il biglietto unico con i musei civici di Macerata, grazie alla volontà delle due Amministrazioni e al gestore Sistema Museo, ora si lavora con Loreto. Le bellezze indiscusse e la conformazione dei nostri territori vengono messi a sistema in modo da creare un vero progetto di musei diffusi che potrebbe rappresentare una crescita culturale, sociale ed economica delle nostre comunità».

Un ticket unico permetterà agli interessati di poter partecipare alla doppia visita guidata con una tariffa agevolata. Si parte da Recanati con la prima visita al Museo Civico di Villa Colloredo Mels (Via Gregorio XII), dalle ore 19 alle 20. Si prosegue a Loreto con la seconda visita dalle ore 22 alle ore 23 al Bastione Sangallo (Piazza Giuseppe Garibaldi, 1).

«Mi fa particolarmente piacere che come primo evento condiviso con il Comune di Recanati nell’ambito del Protocollo d’intesa Terre d’Oltre in occasione del Grand Tour Musei 2022 si sia scelto il tema della luce – ha affermato Francesca Carli assessora alla Cultura del Comune di Loreto – Si andranno a visitare a ‘lume di torcia’ due collezioni, la Mostra allestita a Loreto e il Museo Civico di Recanati, che sono spettacolari già con la luce diurna e che diverranno ancora più suggestive grazie a questa iniziativa. L’importanza di poter fruire di un ticket agevolato e unico per le due realtà offre un’opportunità concreta per avvicinarsi alla Cultura in occasione di un momento di grande visibilità come ‘Musei Aperti”.

La serata, tutta dedicata alla grande arte medievale e rinascimentale marchigiana, sarà anche l’occasione per ripercorrere idealmente lo storico cammino della Via Lauretana, antico itinerario mariano che, nella sua ultima tappa, conduceva i pellegrini da Recanati a Loreto. Con la sola illuminazione delle torce verrà letteralmente fatta luce su capolavori di maestri come Lorenzo LottoCarlo Crivelli, Pomarancio, Vincenzo Pagani, Antonio da Fabriano, Pietro Alamanno, Olivuccio di Ciccarello, Pietro di Domenico da Montepulciano.

Costo a persona: 10 euro, gratuito fino a 13 anni. La quota non comprende cena e spostamento da Recanati a Loreto. Prenotazione obbligatoria entro venerdì 13 maggio a:

  • recanati@sistemamuseo.it /
  • tel. 071 757 04 10
  • WhatsApp: 393 876 17 79.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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