Il 23 maggio s’inaugura la mostra Ananias et Saphira Raphael invenit

L’apertura al pubblico prevista su prenotazione da lunedì 25 maggio

Loreto, 22 maggio 2020 – Domani, sabato 23 maggio alle ore 16.00, presso il Bastione Sangallo – Piazza Garibaldi 1, alla presenza del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e dell’assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche Moreno Pieroni, sarà presentata la mostra Ananias et Saphira Raphael invenit, arazzo della collezione Bilotti Ruggi D’Aragona, e delle opere scultoree dell’Accademia delle Belle Arti di Urbino.

Ananias et Saphira. Raphael Invenit, l’arazzo della collezione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona

La mostra sarà aperta al pubblico da lunedì 25 maggio anche attraverso il servizio di prenotazione (per informazioni, segreteria.loreto@regione.marche.it). La città mariana celebra i 500 anni dalla morte dell’artista urbinate con un’opera di indiscusso valore: “Ananias et Saphira. Raphael Invenit”, commissionato da papa Leone X per la decorazione, insieme ad altre composizione, della Cappella Sistina.

L’esposizione, curata dal professor Stefano Papetti, comprende anche una serie di interessanti incisioni ispirate alle opere dell’artista. L’evento è previsto dal 25 maggio al 31 agosto al Bastione Sangallo appena restaurato. Nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa in misure di contenimento per la prevenzione dal contagio da coronavirus, dal Dpcm del 17.5.2020 e dal Decreto della Giunta Regione Marche n. 156 del 18.05.2020, l’accesso sarà contingentato, nel rispetto della distanza interpersonale e dell’utilizzo di DPI.

Paolo Niccoletti, sindaco di Loreto

Il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti: «Finalmente inauguriamo La mostra Ananias et Saphira! La città di Loreto riprende la sua corsa, iniziata con l’apertura dell’anno giubilare e che la vedrà protagonista nell’estate italiana con eventi e manifestazioni organizzati da questa amministrazione garantendo la sicurezza sanitaria dei propri cittadini e dei turisti. Con l’arazzo disegnato da Raffaello proveniente dalla Collezione di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona Loreto si conferma come luogo di riferimento nella costellazione delle città artistiche italiane».

Fausto Pirchio, assessore al Turismo di Loreto

Fausto Pirchio, assessore al Turismo: «Spiritualità, arte e bellezze naturali costituiscono un tessuto che rende Loreto una città unica al mondo. La mostra che celebra Raffaello con l’esposizione dell’arazzo “Ananias et Saphira” vuole essere una ripartenza turistica della città dopo il lockdown dovuto al coronavirus. L’opera Si inserisce perfettamente in questo contesto esaltandone la ricchezza artistica e il valore culturale. L’anno giubilare di Loreto, drammaticamente interrotto dal Covid-19 si riaccende con l’omaggio ad uno dei nostri più illustri e conosciuti conterranei».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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